Cronaca - Bianca
Bocchio(PdL): "In generale questa sentenza deve creare un precedente, nello specifico deve indurre a passi indietro per il bene della politica"
ALESSANDRIA “E’ inutile ribadire come l’intera vicenda dei bilanci del Comune di Alessandria sia stata usata come indebito strumento di lotta politica, perché la politica la si dovrebbe fare nelle assemblee competenti e non nelle aule di Tribunale. Questa è la democrazia, altrimenti siamo davanti alla persecuzione”: sono queste le parole pronunciate da Mario Bocchio, ex Consigliere comunale e attualmente Dirigente provinciale del Pdl, anche lui condannato in primo grado dalla sentenza della Corte dei Conti del Piemonte.
“Che ci sia una chiara strumentalizzazione politica, visto che siamo in piena campagna elettorale - prosegue Bocchio -, lo si deduce dal fatto che la sentenza è stata resa pubblica a poche ore dalla presentazione delle liste per le imminenti elezioni, visto che l’udienza si era svolta lo scorso 12 dicembre e subito dopo i giudici si erano ritirati per la decisione. La tempistica del colpo di mano ad orologeria da parte della Magistratura è stata rispettata, nell’ottica di demolire il Centrodestra: prima l’arresto dell’ex Sindaco di Parma e l’offensiva contro la Lega per le quote latte, poi noi di Alessandria. Certamente ricorreremo e nell’appello continueremo a dimostrare l’infondatezza delle accuse e che il disseto del Comune era evitabilissimo”.
“A questo punto però, visti i perversi meccanismi che hanno sinora mosso gli ingranaggi di tutta la vicenda, fatta nascere apposta per criminalizzare e liquidare un’intera classe politica di appartenenza avversa - puntualizza Bocchio -, se realmente crediamo nella volontà di rilanciare la politica e di creare un’immagine diversa della stessa agli occhi dei cittadini sempre più sfiduciati, si deve fare un passo indietro. Io continuo a credere ciecamente che nessuno di noi, Piercarlo Fabbio in primis, si è arricchito indebitamente e che, al contrario, abbiamo operato per il bene della nostra città e che nessuno, in ogni tipologia di giudizio, è colpevole sino a che la sentenza sia passata in giudicato: ce lo dice oltretutto il garantismo costituzionale. Tuttavia penso, senza per questo voler offendere le legittime aspirazioni di nessuno, che tutte le persone condannate e che abbiano intenzione di candidarsi per la Camera o il Senato, in qualsiasi partito che sostiene Berlusconi, o nell’immediatezza a ricoprire eventuali altri ruoli pubblici, decidano di desistere”.
“Io, nonostante la scissione che mi ha allontanato politicamente da tanti miei amici - conclude Bocchio -, ho deciso di rimanere nel Pdl perché credo ancora nel suo progetto e nelle volontà di Silvio Berlusconi. E proprio per il bene del Pdl, che sinora è sempre stato preso di mira anche per la presenza al suo interno di personaggi condannati giudicati immorali, che noi non dobbiamo porgere ulteriori appigli ad un avversario che ha già fin troppo fatto vedere di essere cattivo ed antidemocratico. Partendo proprio dal fatto di Alessandria, proprio perché il nostro è ormai un caso nazionale, potrebbe iniziare un percorso virtuoso per ridare dignità e credibilità alla politica. Inoltre, mi auguro vivamente che questa sentenza possa finalmente e doverosamente creare un precedente per indagare e giudicare altre realtà di Comuni, a partire da quello di Torino, paurosamente indebitati ben più di quello di Alessandria, ed anche per rivedere l’assurda disposizione del Patto di Stabilità che uccide la vita amministrativa sul territorio e finisce poi per privare i cittadini contribuenti della garanzia dei servizi”.