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Cronaca - Bianca

In Commissione Politiche Sociali il problema dell'accoglienza degli immigrati del Nord Africa

Dal 28 dicembre lo Stato ha "passato" tutto alla Prefettura. Che ora chiede l'aiuto degli enti locali.

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Alessandro Barberis
ALESSANDRIA
Commissione Politiche Sociali, presieduta da Paolo Berta, dedicata all'emergenza immigrati del Nord Africa quella svoltasi questa mattina a Palazzo Rosso. Infatti dal 28 dicembre la gestione del problema, da Stato e Protezione Civile, è passato alle Prefetture, che ha richiesto l'aiuto degli enti locali, Comuni in testa. Per Alessandria si tratta dell'Ostello di Santa Maria di Castello, dove si era registrata qualche scaramuccia nei mesi scorsi, che ospita 24 persone, ma la situazione in tutta la provincia coinvolge in totale 180 persone circa. Il Vicesindaco di Alessandria si è dimostrata preoccupata per la vicenda, anche perché entro il 28 febbraio si dovrà trovare una soluzione.
"Come Comune di Alessandria siamo interessati per l'Ostello di Santa Maria di Castello - ha spiegato il Vicesindaco - perché come a Castelnuovo Scrivia, si sono avuti problemi per la gestione di questi profughi. Ci sono state manifestazioni di violenza nei confronti dei gestori e sono dovute intervenute le forze dell'ordine. Ieri si è svolto un incontro d'urgenza con il prefetto: ora c'è da gestire una situazione in cui non siamo stati coinvolti un anno e mezzo fa, quando iniziò il tutto. Il problema più grosso sarà dopo il 28 febbraio, quando non potranno più essere accolti in nessuna struttura, e per questo si chiede aiuto a noi. All'Ostello sono ospitate 24 persone, oltre a 9 del Bangladesh che erano prima ad Arquata e ora si sono trasferiti qui. In tutta la provincia sono circa 180 i profugh: potrebbero riversarsi tutti qui, perché ci sono Prefettura e Questura e per loro sono un miraggio". Il Vicesindaco, che è anche Assessore alle Politiche Assistenziali, ha fatto una breve cronologia degli eventi da un anno e mezzo a questa parte: "Tutto parte dall'intervento umanitario del Governo Italiano prima in Tunisia e poi in Libia, gestita dal Capo della Protezione Civile, da alcuni Ministeri, dall'Upi, dall'Anci e dalle Regioni, e ha riguardato 28 mila profughi circa dalla Tunisia, dalla Libia e dal Mediterraneo orientale. Tutti i profughi che sono qui da noi hanno motivazioni umanitarie, solo 2-3 politiche. Noi siamo stati esclusi in maniera assoluta e completa dalla gestione dei profughi, fino al 28 dicembre quando siamo stati convocati dalla Prefettura che ha preso in gestione il problema e ha coinvolto gli enti locali, per essere informati della situazione e per una soluzione dello stesso. Non siamo stati coinvolti e dobbiamo gestire un problema solo parzialmente risolto in un anno e mezzo. Non abbiamo una fotografia precisa di quello che è successo in questo anno e mezzo: sappiamo solo che chi gestiva riceveva una diaria per permettere a queste persone di integrarsi. Ma sono stati pochissimi quelli che l'hanno veramente fatto. Dalla settimana prossima ci saranno tavoli specifici per capire la situazione. Ora si dovrebbe passare dalla fase assistenziale a quella di vera integrazione nel territorio. Ieri c'è stato un primo tavolo in Prefettura, ma le linee non sono ben definite: solo in caso penale possiamo rimpratiarli, se no difficilmente possiamo farli uscire dall'italia, anche con passaporti e permessi di soggiorno. Mi risulta difficile pensare come queste persone possono avere delle agevolazioni in una città in difficoltà come Alessandria: anzi potrebbe crearsi un disagio e un conflitto con la nostra popolazione".
All'incontro in Prefettura di ieri era presente anche il Direttore del Cissaca, la dott. Laura Mussano: "Eravamo consapevoli che alla fine dell'emergenza saremmo stati comunque chiamati in causa. Già un anno e mezzo fa andai dalla Protezione Civile per chiedere dettagli di quest'emergenza e fui tranquillizzata dicendo che non eravamo in alcun modo interessati. Stesso discorso da parte della Regione. Ora è difficile, perché si tratta di persone contratte e rivendicative. Bisognerebbe iniziare a vedere se esistono delle fasce esonerabili per capire da dove cominciare. Sappiamo che a Solero ci sono cinque famiglie, ma tutto il resto è abbastanza ignoto". "C'è da capire che cosa fare - aggiunge ancora il Vicesindaco - C'è gente che chiede soldi per fare il passaporto, come ad esempio l'anticipo della diaria di 35 euro al giorno fino al 28 febbraio, così da potersi pagare le spese per il passaporto e tutto il resto. C'è tam tam in tutta Italia e quindi queste persone pretendono. La violenza nasce dall'insoddisfazione di queste persone, ma la Prefettura non può fare nulla".
Si passa poi alla discussione con i Commissari. Lungo e articolato l'intervento di Roberto Sarti(Lega Nord): "Da questa situazione si capiscono due cose: la prima è che questo paese attualmente non può affrontare le ondate migratorie. La seconda è la grande carenza dell'Europa, che non permette di affrontare in modo adeguato l'emergenza nordafricana. Il riconoscimento di rifugiato politico dovrebbe avvenire nello stato più vicino a loro, in modo da permettere un più facile ritrovo della propria nazione. Questi 26 mila rifugiati vanno dimostrando che soltanto un quinto possono essere considerati rifugiati politici, il resto può essere chiamato clandestino, visto che attualmente in Tunisia ad esempio non ci sono più guerre o scontri: se i requisiti non ci sono più bisogna prendere altri provvedimenti. In ogni cado, non è che queste persone comunque vivono in un lager: oltre alla diaria hanno una camera con tutti i confort e diritto addirittura alle sigarette. Molti italiani oggi sono in condizioni anche peggiori rispetto alle loro: diamo un occhio anche ai nostri. Va bene tutelare il rifugiato politico, ma poi bisogna verificare se ne sussistono ancora le condizioni. Poi c'è da aggiungere che da parte italiana non è stato fatto nulla, senza corsi di formazione o borse lavoro: se si crea un'altra ondata, e l'Europa ci impedisce di respingerli, come faremo?". Secondo ad intervenire Giorgio Abonante(PD): "Sono molto d'accordo con Sarti sul modo in cui sono stati gestite queste situazioni. L'unica cosa che possiamo fare è cercare di studiare e leggere la situazione con l'esperienza fatta per evitare che vengono commessi altri errori. Ci sono realtà di gestione diverse rispetto ad Alessandria, che gestiscono ad esempio meno persone e rispettano i criteri del Ministero. Per il futuro possiamo pensare di gestire bene queste persone attraverso la loro esperienza. Un errore da parte dello Stato è stato quello di togliere soldi agli enti locali e poi pensare di dare in gestione una situazione delicata come questa a loro".
Presenti in Commissione anche alcuni gestori delle comunità che ospitano i profughi. Un mediatore culturale del rifugio di Oviglio, commenta: "C'è stato anche interesse economico dei gestori, tutti hanno cercato di guadagnare qualcosa. Ma in questi progetti di accoglienza non funziona così, si lavora su percorsi. Noi ad Oviglio abbiamo cercato di fare luce su questo progetto, con una certa esperienza, abbiamo cercato di insegnare subito l'italiano. Abbiamo preparato curriculum vitae e dei corsi di socializzazione per i nostri ospiti". Fabio Scaltritti, della Comunità di San Benedetto al Porto, racconta la sua esperienza nel centro di Visone: "Abbiamo deciso di accogliere nella nostra stuttura 10 persone dopo 1 anno dall'inizio dell'emergenza. Avevamo15 posti letto liberi, non li abbiamo occupati tutti iin modo da avere struttura libera per tutti e più vivibile, oltre ad altre presenze e operatori. Oggi ne abbiamo ancora in carico sette, chi se ne è andato lo ha fatto all'estero. Oltre allo status di rifugiato politico, gli è stato dato il titolo di viaggio dalla Questura, perché non riesce ad avere il passaporto dall'ambasciata per vari motivi. La drammaticità qual è: loro tornerebbero in Libia a lavorare, ma il rimpatrio deve essere fatto nel paese di cittadinanza. Molto spesso si tratta di profughi di altre nazionalità, a cui costerebbe troppo poi il viaggio. Il flusso dell'accoglienza è durato quasi tre anni, per questo c'è stato una sorta di turnover. A volte c'è stato un mancato controllo, abbiamo lavorato male, ma è vero che la cosa è stata gestita dal Governo centrale senza chiedere nulla ai Comuni. Moltidi questi avrebbero lo status di rifugiato politico, ma lo Stato ha finito i soldi e ha dato a tutti quello di umanitario. Una soluzione potrebbe essere quella di dare loro un titolo di viaggio da parte delle Questura o il passaporto: la loro intenzione è quella di andare via da qua, all'estero, per cercare lavoro".
Martedì prossimo ci sarà una nuova riunione in Prefettura sul tema. Ma il commento del vicesindaco è lampante: "Sono perplessa comunque, per la gestione del problema ci vorrebbero dei dati, i numeri sono fondamentali ed è quello che chiediamo ai gestori. La Prefettura oggi era stata invitata, ma ha ritenuto di non intervenire. Quando si parla di titoli di viaggio, la Questura non è molto favorevole, e lì non è di competenza del Comune: ci vuole l'intervento di tutti, se no dal problema non ne possiamo uscire". Risentiremo sicuramente parlare del problema.

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Antonella 21/01/2013 10:09:18 ha scritto:

Grazie Signor Fausto per la risposta, ma comprendendo le sue (vostre) impostazioni politiche ne deduco che mi è impossibile proseguire in una conversazione che mi vedrebbe intellettualmente inadeguata. Grazie e buon lavoro.

passaporto 20/01/2013 19:04:14 ha scritto:

infatti me secondo si potrebbe dare loro un passaporto nella speranza che vadano in altri paesi

20/01/2013 08:42:52 ha scritto:

off-topic? Fuori luogo?

Fausto Mamberti 20/01/2013 07:53:16 ha scritto:

Chi ha scritto l'articolo ha voluto fare solo Cronaca (come scritto nell'intestazione). Non compete al collega Alessandro Barberis dare giudizi su quello che viene altrettanto. Non era un'inchiesta. Il mio intervento sull'immigrazione non è per nulla off-topic perché riguarda quello che fa l'Europa in merito in materia, cioè nulla. Le sue considerazioni, signora Antonella, sono un po' fuori tema.

19/01/2013 22:23:14 ha scritto:

signor Fausto, mi sembra di aver motivato le ragioni che mi hanno fatto esprimere un certo giudizio (struttura e contenuti). Sembra la trascrizione sommaria della registrazione degli interventi, dalla quale si capisce benissimo che l'autore, a dire il vero, sa molto poco su questa vicenda. Sui contenuti degli interventi, mi sono già espressa. Mi sembra che al di là delle soliti scaricabarili, dei noiosissimi leghismi Non vi sia nessun accenno a fare chiarezza su alcuni punti fondamentali: - quanti soldi hanno ricevuto gli enti preposti per le gestione del piano emergenza; - quanti e come sono stati spesi effettivamente in progetti di inserimento, ecc - quali sono le cooperative che hanno lavorato in modo caparbio e corretto, garantendo in primis un trattamento dignitoso a queste persone; - CHI ha unicamente sfruttato questa situazione per intascarsi i soldi destinati ai rifugiati, mantenendo gli stessi in condizioni vergognose (OSTELLO S.MARIA DI CASTELLO) Insomma, siamo sicuri che le somme finora ricevute non fossero sufficienti proprio per fronteggiare la fine del progetto? Sul resto del suo commento non rispondo, è off topic.

Fausto Mamberti 19/01/2013 18:06:14 ha scritto:

Prima di tutto, signora Antonella, mi permetta di dirle che, nel complesso, l'articolo riporta una serie di dichiarazioni di esponenti della politica alessandrina nonchè di persone che a vario titolo si occupano di problemi dell'immigrazione e non pretende di dare giudizi etici. Se vuole per quelli mi espongo io. Tralascio l'affermazione di Sarti(persona che tra l'altro stimo per la sua pacatezza) sulla Tunisia dove si dimostra scarsa conoscenza del problema e dove ancora oggi l'egemonia di Ennahda sta andando incontro a forti proteste, culminate in scontri, specie dopo l'ennesimo tentativo di confinare le donne in un ruolo di subalternità rispetto all'uomo, ed io in Tunisia ci ho vissuto 2 anni e ho sentito racconti di ragazze sullo "jus primae noctis" del padre prima di darle in sposa a qualcuno. Purtroppo la situazione internazionale in special modo nel Maghreb non permette vere e proprie politiche di sviluppo ma una continua speculazione, in special modo della Francia, dovuta alle politiche di cooperazione che lasciano poco al popolo di quelle terre e molto in termini di profitto, basta guardare lo sviluppo dei "Centre d'appel" (call center) anche di aziende italiane, con i dipendenti pagati una miseria e con la massima resa da parte delle compagnie telefoniche. Creare politiche di sviluppo li, vorrebbe dire creare infrastrutture che li non ci sono, promuovere l'edilizia in zone depresse (siete mai stati a Kasserine?) e dare una vita dignitosa alle persone in modo tale che non tentino la via dell'immigrazione (così Willo è soddisfatto ;-) ). Ma all'Europa conviene, investire li per farli stare bene o speculare sulla povertà accordandosi come ha fatto con Ben Alì, Mubarak ed in passato con Hassan II? Sono per frenare l'immigrazione ma non a nocumento di chi vive situazioni tragiche nelle loro terre, bensì per cercare di rendere floride realtà spesso corrotte e conniventi con le democrazie occidentali. Basta vivere li per capirlo...

senza lavoro 19/01/2013 17:20:02 ha scritto:

signora antonella ci sono tanti italiani senza lavoro abbandonati dallo stato, perchè dobbiamo mettere sempre al primo posto gli stranieri?

Willo 19/01/2013 15:01:29 ha scritto:

IO non sono leghista e dico sempre che gli stranieri sono una ricchezza, portano benessere e fanno i lavori che gli italiani spesso non vogliono fare (tipo rubare, spacciare droga e violentare le donne). E comunque se qui non si sentono trattati bene, possono sempre tornare a casa.

Antonella 19/01/2013 05:53:51 ha scritto:

Giusto vicesindaco, i dati. Ma credo non ci saranno mai, rischierebbero di dimostrare quanto è stato speculato su questa vicenda. Articolo penoso, sia nella struttura che nei contenuti. Nemmeno il nome del mediatore culturale siete riusciti a scrivere, l'unica persona oltre a scaltriti, ad avere lavorato veramente e responsabilmente con queste persone. Al contrario del gestore dell'ignobile gestore dell'ostello di s.maria di castello, che liquidate con il blando riferimento alla 'scaramuccie'. Bravi comunque a far passare i rifugiati come gente che 'prete de', complice il solito leghista ignorante e smemorato, che considera sempre l'immigrato un costo e un pericolo (quando non può più mangiarci sopra).

18/01/2013 19:10:57 ha scritto:

e chi li deve mantenere?

18/01/2013 18:52:34 ha scritto:

cattivo, cattivo Willo ...

Willo 18/01/2013 16:56:13 ha scritto:

Alcune anime belle (cfr. asu)sono convinti che questa gente sia civile e porti ricchezza. Spero se li trovino davanti le loro donne la sera, vedremo cosa diranno.

18/01/2013 14:09:11 ha scritto:

A CASA, porco Giuda, A CASA!!!
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