dettAglio... di Massimiliano Marino
Milan, altro stop: addio sogno scudetto?
30/03/10
Milan fuori dai giochi scudetto? Più si che no. No, perchè la matematica non è un'opinione e i tre punti di distacco dalla capolista Inter non sono poi un granchè considerando anche il gravoso impegno europeo cui i nerazzurri devono far fronte, oltre un evidente calo in campionato cui la banda Mourinho è soggetta. Sì, perchè il Milan non ha fatto i conti con la maledetta "legge del numero due". Due come le occasioni sciupate dai rossoneri: quelle di sprecare prima la possibilità di conquista della vetta della classifica (contro il Napoli), poi di portarsi a -1 dalla capolista (contro la Lazio). Due come i punti ottenuti nelle ultime tre partite: un rendimento piuttosto basso, non certo da squadra che ambisce al primo posto. Due come i gol siglati nelle ultime tre partite: troppo poco, considerando il valore delle avversarie (Napoli, Parma, Lazio) non certo elevatissimo. Poi si inserisce la questione infortuni/squalifiche. E le due, recenti, di Pirlo e Ronaldinho (senza contare quelle di Pato, Nesta, Beckham, Abbiati e la lista si può allungare) hanno certamente giocato la loro parte. Ed in negativo. La scusante infortuni regge fino ad un certo punto ma la caratteristica di per sè grave è l'aspetto caratteriale di una squadra che, nel momento cruciale della stagione, ha incredibilmente gettato alle ortiche, e per ben due volte nel giro di otto giorni, la possibilità di guardare dall'alto sia l'Inter sia la Roma. Carpe diem, insegnano gli antichi. Per carità, Leonardo sta facendo un campionato strepitoso, Kakà è un lontano ricordo, il 4-2 fantasia una piacevole realtà mondiale: certo è che se la sua squadra fosse riuscita a portarsi a -1 dalla capolista, avrebbe incrementato quell'entusiasmo che, adesso, è dura tirare fuori. Mentre, in ottica mercato, si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile trasferimento di Pato a Londra, sponda Chelsea, il prossimo luglio. Abramovich è pronto ad investire per migliorare ulteriormente l'assetto offensivo di una squadra in procinto di salutare Anelka e, forte dell'approvazione di Ancelotti, starebbe virando proprio in quella direzione accantonando, per il momento, l'obiettivo Aguero.
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