Amauri
Amauri
L'attesa è terminata: Amauri Carvalho de Oliveira è diventato un cittadino italiano. A tutti gli effetti. L'attaccante della Juventus ha infatti giurato fedeltà alla Costituzione Italiana presso il Comune di Torino accompagnato dalla moglie Cynthia e dai familiari più stretti. E così, dopo due anni di pratiche burocratiche, si scioglie una spinosa questione che aveva tenuto banco per diversi mesi circa la sua possibilità di poter acquisire la cittadinanza italiana. L'opportunità di essere inserito nella lista dei magnifici venticinque che andranno a comporre la rosa della Nazionale Italiana in vista dell'imminente apertura dei Mondiali 2010 è, di conseguenza, una reale prospettiva. Un sentiero assolutamente percorribile da Marcello Lippi il quale non ha mai nascosto di pensare al giocatore, rimandando ogni scelta su una sua eventuale convocazione in Sudafrica. Inoltre, il c.t. non ha mai nascosto l'intenzione di portare l'attaccante della Juventus nella Sua Nazionale accantonando, come già accaduto con Camoranesi, la sua reale provenienza. Che, stando alla realtà dei fatti, ha suscitato tanto clamore e destato diverse considerazioni a partire da Gattuso ("è più giusto che Amauri giochi con il Brasile" disse in tempi non sospetti), passando da Pazzini ("la questione mi dà un po' fastidio perchè un conto è essere metà e metà, un altro è non aver niente a che vedere con l'Italia"), per concludere con Toni ("non sarei d'accordo su una sua convocazione, in Italia abbiamo dei campioni eccezionali") senza tralasciare un certo malumore e scetticismo sollevatosi da buona parte dei tifosi italiani i quali, alla luce dell'inequivocabile eclissi del giocatore bianconero, gli preferirebbero un Toni o un Pazzini. La palla bollente adesso passa nelle mani del c.t. il quale, prima di formulare la sentenza finale, deve anche tenere in considerazione il fatto che l'oriundo non ha mai avuto la possibilità giocare in azzurro e, di occasioni, non ce ne potranno più essere: l'amichevole contro il Camerun è stata infatti l'ultima gara degli azzurri prima delle convocazioni ufficiali per il Sudafrica dato che i prossimi due appuntamenti in programma verranno disputati a convocazioni ormai avvenute. Ciò non oscura, però, il reale valore di un giocatore assolutamente coerente con le caratteristiche pretese da Lippi per la Sua Italia anche se le prestazioni fornite dal neo-italiano in questo campionato con la maglia della Juventus non giocano certo a suo favore. Marcello Lippi avrà sicuramente preso nota di questo. Sette gol siglati tra campionato e coppa sono una miseria, specie per un attaccante titolare che milita nella Juventus dal quale si pretende la perfezione, o poco ci manca. Anche se il contesto cui ha avuto a che fare non era dei migliori: l'assist-man Diego ha giocato come ha giocato, Del Piero ha la sua età, Iaquinta si è infortunato anzitempo e le fasce non hanno mai garantito un valido supporto alla manovra offensiva. Certo, Gilardino (ad oggi, secondo Lippi, la prima scelta) ha giovato di uno come Mutu, poi di Jovetic senza tralasciare la spinta di Vargas; l'altro accreditato a vestire l'azzurro, Pazzini, si è valso dell'estro di Cassano (non tocchiamo questo argomento); poi c'è Toni, tanto stimato da Lippi, che ha segnato quanto Amauri ma in un lasso di tempo decisamente inferiore. Per carità, non è una scusante ma provare ad inserire Amauri all'interno di una realtà affidabile (quest'anno, a conti fatti, non ne ha avuto l'occasione) fornirebbe la risposta a molti punti interrogativi. Purtroppo, e per questione di tempistica, non si ha l'opportunità di farlo. E si gioca sull'intuito. Pazzini, Toni, Amauri: dal cilindro delle papabili prime punte pure, a meno di clamorose sorprese (non mi stupirei che si verificassero), Lippi pescherà un nome solo da affiancare a Gilardino. Comunque vada, chiunque sarà: Forza Italia!