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Il rosa, non un colore ma uno stile di vita... di Jessica Torti
bambini di ieri, bambini di oggi
27/04/10
Ogni giorno sono a contatto con tantissimi “ ragazzini “ che hanno 10 anni meno di me e mi fanno tornare in mente quello che ero. Facendo un confronto mi stupisco di quello che vedo però… la differenza c’ è eccome. Quando cominciai a frequentare la scuola media avrei voluto lasciare alle spalle quella piccola bambina bionda, timida e impacciata, con fiocconi colorati in testa e prepararmi a diventare una ragazzina con le prime cotte e uscite in centro, ma in realtà dentro di me ero consapevole di quanto fossi ancora infantile e quanto, soprattutto, amassi ancora giocare con le Barbie. All'inizio dell'adolescenza amavo ancora andare sugli scivoli al parco e guardare i cartoni animati, non mi interessava se il bambino per cui arrossivo non mi guardava o se la mia maglietta mi stesse davvero bene con quei pantaloni… Mi preoccupavo se non riuscivano ad accompagnarmi al cinema a vedere il film delle Spice Girl o se la mia amica si fermava o meno da me per un gelato e per guardare la tv con me. Intorno ai 14 anni cominciai a capire che mi divertivo solo se avevo il "fidanzatino" e se percorrevo le "vasche" in città, non solo per mangiare le caramelle ma anche per fare le prime pazzie e per compiere i primi “ inseguimenti “ con le amiche, che mi ricorderò sempre con un sorriso ridicolo. Credo di non aver mai bruciato nessuna tappa, anzi mi sono sempre sentita più infantile rispetto alla mia età: ancora adesso, a 21 anni, sono fiera di aver ancora quel pizzico di ingenuità e infantilità che mi fa vedere il mondo in un modo diverso. Non mi vergogno di affermare che ho smesso di credere a Babbo Natale quando frequentavo la prima media, che ho giocato con le bambole fino a due anni dopo o addirittura che ho smesso di avere paura del buio solamente un paio d’anni fa. Poi mi guardo intorno e non riesco a capire se è la società che va veramente troppo veloce e sta impazzendo, se sono i genitori che lasciano ogni tipo di libertà o se sono io la retrograda..! Non riesco neanche a comprendere a che età i bambini smettano, - sempre che abbiano mai inziato - di giocare con le Barbie o di vedere i cartoni animati. Ma solo noi abbiamo conosciuto la storia di Peter Pan? Lui ci insegnava quanto sia bello essere bambini contro quel mondo di adulti che ci aspetta con le sue responsabilità. Secondo me la sindrome di Peter Pan tra una decina d’ anni risulterà sconosciuta alle nuove generazioni. Oltre a questa fretta nel voler crescere, soprattutto nelle femminucce, non percepisco più quel rispetto verso la persona più grande che i nostri genitori ci hanno insegnato: ora ci si pone sullo stesso livello di chi è più anziano e dovrebbe essere visto come superiore, non per un fatto di superbia ma appunto per rispetto. Ricordo ancora quando, da piccola, vedevo le ragazze con qualche anno in più “ grandi” dal mio metro e 20 e avevo soggezione a parlare con loro, cosa che tra l'altro facevo con educazione. Ai giorni nostri invece questo concetto mi sembra svanito, anzi la maggior parte degli adolescenti si sente così superiore da sentirsi in diritto di tirare fuori un atteggiamento di sfida. Le ragazze a soli 12 anni cambiano un fidanzatino a settimana e si comportano già da piccole donne, comportandosi spesso da oche; i ragazzi, invece, parlano di argomenti che per loro non sarebbero proprio indicati, con un gergo pieno di parolacce , e sono più violenti di qualche anno fa. Quando mi soffermo ad osservare questi ragazzini mi chiedo come mai il mondo si sia ribaltato e perchè stiano svanendo pian piano certi valori e tutti abbiano fretta di bruciare tappe che sono significative nella nostra vita; forse non si rendono conto che a diventare grandi ci vuole poco e poi ci tocca rimanerlo per tutta la vita, mentre essere bambini è un dono stupendo che dura pochi anni e non torna più… E quanto mi manca ! Quanto espresso dall'autore potrebbe non rimarcare il pensiero dell'Editore e quindi della stessa Redazione.

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