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Accendiamo i motori...di Andrea Paradiso
F1 GP di Turchia: Ferrari, quante difficoltà.
31/05/10
incidente cameracar Webber Vs Vettel
testacoda di Vettel con Webber
Gli spalti vuoti ed i biglietti venduti sottocosto sono stati il triste scenario del GP Turco, noioso ed immutabile per circa trequarti di gara. La griglia di partenza vedeva davanti le RedBull e le McLaren con le monoposto Ferrari qualche fila dietro. Al via, la partenza di Hamilton è da ricordare, l'ottima traettoria gli consente di infilarsi tra le due agguerritissime RedBull, davanti a tutti il solito Mark Webber, in terza posizione, il compagno di squadra Vettel con dietro Button e via via tutti gli altri. Webber cerca subito di scappare, senza però riuscirci, con Hamilton che gli resta costantemente in scia, dietro di loro solo Vettel e Button riescono a tenere il passo. Dopo il quartetto dei primi c'è un vuoto imbarazzante, le Mercedes con Shumacher e Rossberg e le Renault con Kubiza e Petrov fanno la loro gara. Le Ferrari non incidono: Massa, in ottava posizione, arranca dietro la Renault di Kubiza; Alonso, nelle retrovie, si trova intrappolato nel traffico. Il pilota spagnolo, come già successo nel GP del Principato di Monaco, data la fuga di quelli davanti e data la difficoltà nei sorpassi, decide per un vincente pit-stop anticipato, questo gli consentirà di avere pista libera e nel "valzer dei pit-stop" di guadagnare due posizioni, insidiandosi dietro a Petrov su Renault in decima posizione. Gli unici sorpassi avvengono o nelle retrovie o per doppiaggi, nel proseguo la gara si accende solo con qualche tentativo di sorpasso di Hamilton nei confronti di Webber. Il primo colpo di scena si ha con i pit-stop, la McLaren di Hamilton perde ai box il secondo posto che viene agguantato dal agguerritissimo Vettel. La gara prende l'insolita veste delle coppie, davanti a tutti le due RedBull poi due McLaren, due Mercedes, una Renault e Ferrari con Massa e un'altra Renault e Ferrari con Alonso. La monotonia riprende il controllo della gara, le due velocissime RedBull comandano con subito dietro Hamilton e Button, quest'ultimo distaccato di circa 3 secondi. Il vero colpo di scena arriva quando Vettel, sfruttando lo spazio lasciato dal suo compagno di squadra alla curva 12, entra molto più veloce e tenta il sorpasso, i due appaiati si urtano. Niente da fare per Vettel, finirà qui la sua corsa. Webber, invece, riesce a rimanere in pista, sfruttando la via di fuga in cemento e dato l'enorme margine che aveva su Shumacher, riuscirà a terminare sul podio. Quasi ad imitare le RedBull, negli ultimi giri anche le McLaren rischiano il pasticcio: i due piloti accendono un combattimento spettacolare, culminato con un contatto, alla fine Hamilton riuscirà a mantenere la prima posizione. Alonso, nel corso del penultimo giro, con grande vena agonistica attacca Petrov, il russo nel tentativo di resistere, finisce per urtare con la gomma anteriore destra la posteriore sinistra del Ferrarista, ciò gli costerà una foratura con i conseguenti zero punti e l'agoniato ottavo posto per Alonso. Il Granprix di Turchia doveva essere la grande festa della "rossa", i proclami degli uomini del cavallino sono stati disattesi, la macchina è troppo lenta e la festa per l'ottocentesimo GP ed i sessant'anni è stata revocata. La delusione c'è e si sente, ma ci si può consolare dal fatto che Alonso non ha perso troppe posizioni in classifica e precede di un punto il maldestro Vettel. E' insindacabile che la lotta è tutta in casa RedBull e se la coppia scoppia, gli unici capaci di aprofittarne sono gli inglesi della McLaren. Ai Ferraristi non tocca che sperare nelle prossime evoluzioni della macchina, magari per renderla più competitiva e magari per vederla lottare con i primi e non con le Renault. Quanto espresso dall'autore potrebbe non rimarcare il pensiero dell'Editore e quindi della stessa Redazione.

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