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Le emissioni del radon per studiare l'inquinamento di Alessandria
15/06/10

Matteo Serra
Alessandria -
E' stata completamente dedicata all'inquinamento ambientale di Alessandria la Commissione Consiliare Politiche Ambientali. All'ordine del giorno l'illustrazione relativa alla dispersione atmosferica con gas radon.
"Su alcuni organi di informazione locale si è insinuato che il convegno (quello tenutosi a Palazzo Monferrato la scorsa settimana NdR) sarebbe stato svolto a porte chiuse - spiega Mario Bocchio, presidente della Commissione - con addirittura un pagamento per eventuali partecipanti. In realtà il convegno era aperto alla Cittadinanza: era prevista una quota di iscrizione tecnica per chi volesse partecipare in ruolo attivo e scientifico, come accade per tutti i convegni scientifici e medici per il rilascio di un'attestazione di avvenuta presenza al convegno stesso utile a fare curriculum". Presente in commissione Alberto Maffiotti, dell'ARPA Piemonte, che sarà presente anche in occasione dell'aggiornamento per il cromo esavalente.
E' stato illustrato il problema del radon in uno studio, effettuato da inizio 2008 a fine inverno 2010, per capire quale fosse l'effetto dell'inversione termica (quindi dell'atmosfera) e delle emissioni a livello del suolo. E' emerso che nei periodi invernali la differenza di temperatura tra quote superiori e inferiori dell'atmosfera fa si che ci sia ristagno nell'atmosfera stessa che comporta un "blocco" degli inquinanti in queste zone: quindi il nostro rischio di respirarle è molto più alto rispetto ad una giornata estiva in cui le sostanze si distribuiscono e diluiscono.
Questo perchè, sembra strano, ma "In alcune situazioni l'inquinamento aumenta con il blocco del traffico, oppure diminuisce senza che venga preso alcun provvedimento - spiega Maffiotti - Nel nostro suolo c'è un'emissione continua di sostanze, quali il radon che avvengono a concentrazioni molto basse, ma sono costanti, sia in inverno che in estate, indipendentemente da quello che l'uomo può fare. A seconda di quanto è alta l'atmosfera questo gas aumenta o diminuisce, e da qui è venuta l'idea di usare il radon come tracciante di ciò che l'atsmosfera faccia sul nostro suolo".
Maffiotti ha spiegato che l'apporto delle condizioni atmosferiche in inverno regola l'80-90% dei casi di inquinamento, cioè la polvere al suolo, solamente in inverno, può incrementare o diminuire di una percentuale di 4 su 5 a causa del cambiamento dell'altezza della pressione. Ciò spiega il perchè a volte un determinato intervento, realizzato in sintonia con l'atmosfera che si alza, possa dare effetti molti più eclatanti di quelli che ci si aspetta, oppure un blocco del traffico possa avere un effetto inverso.
In inverno le emissioni aumentano: i cittadini infatti "Girano di più in macchina, tengono le caldaie accese, e le industrie continuano ad inquinare - prosegue Maffiotti - Tutto ciò va in sintonia con la diminuzione dell'atmosfera e quindi l'effetto è molto amplificato. In estate ci dimentichiamo dell'inquinamento atmosferico ma abbiamo problemi con l'ozono: gli inquinanti che d'inverno sono al suolo, stanno in atmosfera e permettono la formazione di reazioni chimiche che portano alla formazione e all'abbassamento dell'ozono, composto che crea irritazione ai polmoni.
I dati di Alessandria - incalza Maffiotti - sono interessanti e tengono conto della maggiore ventosità (d'inverno) e della maggiore trasparenza dell'atmosfera in estate. Nel convegno di venerdì sono stati valutati punti di vista apparentementi diversi ma coincidenti sulle conclusioni. Non è sufficiente solo una tipologia di interventi perchè l'inquinamento non è solo causato de auto, solo dalle caldaie, o solo delle industrie: è realistico pensare l'insieme che la causa dell'inquinamento risieda in tutti questi elementi".
Il direttore dell'ARPA ha anche ricordato come l'atmosfera della città non sia esclusivamente prodotta da quest'area, ma sia più vasta: c'è bisogno quindi di un intervento su vasta scala in qualunque modo.
Il sindaco Fabbio, nei giorni scorsi, aveva chiesto di conoscere le dinamiche delle situazioni, cioè di ottenere dei modelli che potessero stimare e prevedere l'andamento degli inquinanti nei giorni successivi, al fine di intervenire per ridurre i rischio di salute dei cittadini. Gli andamenti degli inquinanti cambiano di settimana in settimana e il Piemonte, insieme a Lombardia ed Emilia Romagna ha realizzato un servizio sia di previsioni meteo che di andamento degli inquinanti stessi e, da fine giugno, questo servizio prenderà il via a Tortona, nel Monferrato ed eventualmente anche ad Alessandria, dove verranno inviate previsioni a tre giorni. Quindi i cittadini sapranno se ci sono condizioni di rischio sanitario: un rischio però molto basso ad esempio rispetto a quello corso, a parità di condizioni atmosferiche, da chi fuma (ben 100 volte maggiore).
Nella determinazione della qualità dell'aria contano diversi parametri, quali quelli di CO2, gli effetti climatici, le polveri, che non necessariamente hanno le stesse cause. Maffiotti ha spiegato che le innovazioni ambientali introdotte a bordo dei mezzi di trasporto hanno permesso una riduzione degli inquinanti nella pianura padana.
Il trasporto è un ambito produttivo che contribuisce parecchio alle emissioni, specialemente quello su gomma e quello nautico. I gas serra invece, al 26% derivano dalla produzione e distribuzione di energia elettrica e gas naturale, mentre la fonte principale è quella relativa alle attività manufatturiere, come i cementifici. A contribuire anche l'agricoltura, con l'immissione di ammoniaca.
Polemico Miraglia: "Interventi in città per l'ambiente non ne sono ancora stati fatti e il problema non lo risolviamo solo con un convegno e con la partecipazione del direttore dell'ARPA alla Commissione: biosgna dare degli strumenti all'ARPA per poter lavorare". Bocchio ha invece insistito sulla partecipazione di Alessandria ai Conevant of Major mentre Maffiotti ha aggiunto che le concentrazioni di emissioni dipendono da zona a zona e a volte sono correlate ad attività sismica. Su richiesta di Gloria Grillo (PDL), Maffiotti ha spiegato che le emissioni di radon sono molto basse e il rischio è irrilevante: la situazione è particolarmente a rischio nel biellese e in alcune aree del cuneese. Bellotti (IDV) ha invece voluto sapere se esistano procedimenti obbligatori a fronte di alcuni dati, ossia provvedimenti da adottare in caso alcuni parametri superino certi valori. "L'obbligo per i sindaci non c'è sulla situazione esplicita - replica Maffiotti - Cioè il dato delle polveri, che di legge è 50ug, è un limite al di sopra del quale si incrementano i rischi di esposizione sanitaria: se arriviamo a 200-250 si tratta di tossicità acuta, ma il solo superamento dei 50 è un rischio aggiunto, che nei casi di certe patologie può causare dei decessi. Le centraline di Alessandria di fondo (non di traffico) segnalano una media di 36-37 superamenti l'anno, quindi inferiore ai 40, ma hanno superato di più del doppio il numero dei superamenti, situazione questa che si ripeterà quest'anno uguale. Se superiamo il valore di 35 lo Stato va in infrazione con l'UE, ma anche qua si tratta di infrazioni croniche e non acute. Se una città ha 100-150 superamenti l'anno - conclude Maffiotti - la situazione non è rosea, e quindi il sindaco può intervenire, ma non esiste un livello oltre il quale il sindaco possa intervenire".


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