La FIAB sulla manovra finanziaria:"Spenderemo 4 euro in più per ogni euro tagliato"
27/07/10
"La congiuntura internazionale e lo stato dei conti pubblici in Italia hanno reso necessaria una manovra correttiva importante. L’imperativo dichiarato di non voler aumentare il prelievo fiscale ha comportato la scelta di procedere con tagli alla spesa pubblica, applicati però in modo indiscriminato. Tra i settori fortemente penalizzati ci sono il Trasporto pubblico e il Trasporto non motorizzato, ovvero tutto il Trasporto sostenibile.
Ciò non solo è sbagliato e controproducente, ma farà spendere ai cittadini 4 euro in più per ogni euro tagliato.
Sono infatti previsti tagli per circa 3,5 miliardi di euro, pari a circa il 30% dei fondi per il trasporto su treni ed autobus che interessa circa 15 milioni di italiani.
Risulta evidente che questa scelta comporterà un aumento del traffico veicolare. Tralasciando le considerazioni più ovvie (peggioramento della qualità della vita, aumento del fabbisogno energetico, riduzione dell’efficienza degli spostamenti), possiamo provare a quantizzare l’efficacia dell’intervento.
Ogni auto costa alla collettività circa 1.000 € all’anno a livello di spesa sanitaria per gli incidenti (30 miliardi €/anno per morti e feriti) e circa 2.500 € in termini di costi ambientali (rumore e inquinamento atmosferico sono i principali). Se i tagli previsti porteranno il 30% dei pendolari ad usare l’auto invece dei mezzi pubblici, la tassa occulta a cui saremo sottoposti sarà pari a circa 15 miliardi di euro. Tassa odiosa perché fatta di morti, inquinamento e congestione dei centri urbani. Per essere più precisi spenderemo 4 € in più per ogni euro tagliato.
Le cose vanno meglio dal punto di vista della mobilità ciclistica: nessun taglio è previsto. Infatti a zero investimenti di ieri corrispondono zero investimenti di oggi. Ma anche in questo caso l’assenza di una politica dei trasporti sostenibili ci discosta drammaticamente dal resto dell’Europa che punta a raggiungere il 15% di composizione modale per la mobilità ciclistica entro il 2020 (cfr. "Carta di Bruxelles"). In questo settore ogni euro investito viene decuplicato in termini di risparmio per la spesa pubblica.
È quindi una politica miope e che mette pesantemente le mani nelle tasche degli italiani quella che pensa di fare cassa privandoci del nostro futuro".
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