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Cielo Blucerchiato... di Alessandro Barberis
Il Werder ne fa 3, Pazzini riaccende la speranza
19/08/10
Un azione di gioco della partita(foto dalla rete)
L'espulsione di Lucchini ha segnato l'andamento della gara(foto dalla rete)
Antonio Cassano non ha inciso nella partita col Werder(foto dalla rete)
Domenico Di Carlo dovrà trovare nuove soluzioni per la partita di ritorno(foto dalla rete)
Il capitano del Werder Torsten Frings ha segnato il rigore del momentaneo 2-0(foto dalla rete)
La Sampdoria torna da Brema con un risultato negativo, ma che comunque lascia accesa la speranza per la partita di ritorno allo stadio “Luigi Ferraris”. Una gara condotta con intelligenza nel primo tempo, e condizionata da episodi anche un po’ sfortunati nel secondo, segnata da gravi errori individuali dei calciatori blucerchiati. Il gol di uno straordinario Pazzini allo scadere dei 90 minuti lascia comunque aperta la porta dei gironi di Champions, anche se ci sarà bisogno di un altro tipo di prestazione in casa.
Di Carlo mette in campo una formazione un po’ a sorpresa rispetto alle previsioni della vigilia: sulla destra gioca Volta, centrale adattato a fare il terzino, per cercare di bloccare gli attacchi su quella fascia del trequartista Hunt; a centrocampo non gioca Poli ma Tissone a fianco di capitan Palombo; Mannini vince il ballottaggio con Guberti sulla fascia sinistra. Il Werder, privo della stella Ozil appena ceduto al Real Madrid, risponde con 4-4-2 a rombo il cui vertice basso è il capitano Frings, mentre il sostituto del turco-tedesco è Hunt, meno talentuoso ma più dinamico. Non c’è invece Marin, veloce talentino classe 1989, relegato in panchina, e il centrale Naldo infortunato e a rischio anche per il ritorno.
Nel primo tempo, nonostante la Sampdoria torni a calcare il palcoscenico europeo più importante dopo 18 anni e quindi ci sta un po’ di emozione da parte dei giocatori blucerchiati, mentre il Werder è ormai abituato a questo genere di partite, è proprio il Doria a creare le maggiori occasioni da gol: al 4’ Pazzini di testa manda di poco fuori uno schema su calcio di punizione di Palombo; al 14’ sempre l’attaccante toscano segna su cross di Semioli, ma in posizione di fuorigioco e l’arbitro annulla. I tedeschi fanno un gran possesso palla(67% contro 33%), ma molto sterile visto che l’unica occasione da gol arriva al 29’ con Hugo Almeida che di testa mette alto dopo una respinta di Curci su tiro di Pizarro. Una prima frazione di gioco dove gli uomini di Di Carlo tengono molto bene in fase difensiva, proponendosi qualche volta in fase offensiva, facendo ben sperare per il secondo tempo.
Nella seconda frazione invece, la musica cambia: il Werder accelera, e su un cattivo disimpegno di Tissone dalla propria area, Fritz recupera il pallone e trova il tiro della stagione infilando il pallone nel sette alla destra di Curci: è 1-0. Tedeschi ancora pericolosi al 10’ con un tiro-cross di Hunt che attraversa tutta l’area di rigore. La Sampdoria però non ci sta, e al 13’ Pazzini prende il palo dopo una bella azione con tocco di Mannini e bella girata dell’attaccante, molto sfortunato nell’occasione: la partita poteva veramente cambiare in caso di gol. Al 67’ però ecco l’episodio che cambia la gara: Lucchini, già ammonito, trattiene per la maglia Mertesacker proprio sotto gli occhi dell’arbitro Lannoy, che non ha esitazioni a decretare penalty ed espulsione del difensore blucerchiato. Il rigore ci sta, l’ammonizione pare un po’ troppo fiscale. Frings trasforma con un tiro molto angolato che Curci aveva intuito: 2-0. Di Carlo prova a correre ai ripari inserendo Stankevicius per Semioli(in precedenza aveva cambiato il frastornato Tissone con Poli e l’impalpabile Mannini con Guberti) e spostando Volta al centro della difesa. Non c’è il tempo di assestare la difesa che il Werder colpisce ancora: Almeida serve di tacco Pizarro che, aiutato anche da un leggero tocco di Stankevicius, insacca alle spalle di Curci: è 3-0. Sembra tutto finito, con la Sampdoria in dieci e sotto di 3 gol, invece i tedeschi mollano un po’ la presa e i blucerchiati, spinti dai fantastici 2500 tifosi arrivati in Germania che non smettono mai di incitare la squadra, provano a segnare il gol che riaprirebbe la qualificazione. Molto attivo Guberti, che con dribbling e inserimenti ci prova in due occasioni buttando la palla fuori di poco. Al 90’ ecco la rete che riaccende la speranza di tutti i tifosi blucerchiati: cross dalla destra di Stankevicius, perfetto terzo tempo di Pazzini che insacca alle spalle di Wiese: è 3-1. Non succede più nulla, e per come si era messa la partita a metà ripresa, il Doria può ancora credere in una fantastica rimonta martedì prossimo in quel di Genova.
A fine partita, il bomber e migliore in campo blucerchiato Giampaolo Pazzini: “Aggrappati al mio gol della speranza? Si, per come si era messa la partita è così, peccato aver preso tre gol in questa maniera. E’ una partita che non riesco a capire, ad un certo punto stavamo facendo meglio di loro. In ogni caso, 90 minuti in casa nostra sono lunghi per tutti. Al ritorno ci vorrà una partita più che perfetta, facendo qualcosa di meglio con un po’ più di fortuna. Questa partita non è un messaggio per Prandelli, sono sereno, lui mi conosce quindi nessun problema. Cassano così così? No si è sacrificato, è stato utile per la squadra. Mancanza di esperienza della squadra? Non credo sia quello il problema, non ho visto tutti questi errori, recuperiamo in questa settimana e martedì vedremo a fine partita.”
Il mister Domenico Di Carlo, amareggiato ma non completamente insoddisfatto della prestazione: “Il gol di Pazzini è quello della speranza anche perché abbiamo fatto una buona gara condotta con intelligenza, il rigore ha dato la svolta alla gara, oltre al loro primo gol molto fortunato. L’importante è non cascare negli errori come oggi. Secondo me abbiamo fatto un buon primo tempo, qualche occasione l’abbiamo creata, in ogni caso sugli esterni si poteva fare di più. Cassano ha lottato, ha corso ma non gli è riuscita qualche giocata che generalmente fa, comunque sull’impegno non posso recriminare niente a nessuno. Inesperienza europea? Più che inesperienza è stata ingenuità soprattutto sul terzo gol, ed è una delle cose che dobbiamo migliorare. Al ritorno ci vorrà una partita perfetta, gara da ribaltare giocando in velocità. L’arbitro? Ha fatto la sua partita, il Werder ha fatto qualche fallo di più, noi qualche ammonito di troppo, il rigore giusto ma abbastanza fiscale”.

Il tabellino

WERDER BREMA – SAMPDORIA 3-1(0-0)
MARCATORI: 6’s.t. Fritz(W), 23’s.t. rigore Frings(W), 24’s.t. Pizarro(W), 45’s.t. Pazzini(S).
WERDER BREMA(4-1-2-1-2): Wiese 6; Fritz 6.5, Mertesacker 6, Prodl 6, Pasanen 6(32’ s.t. Boesnich sv); Frings(cap.) 6.5; Bargfede 6.5, Borowski 6; Hunt 5.5(40’s.t. Marin sv); Pizarro 6.5, Hugo Almeida 5(43’s.t. Arnautovic sv). (Mielitz, Rosenberg, Wagner, Jensen) All. Schaaf 6.5
SAMPDORIA (4-4-2): Curci 6; Volta 6, Gastaldello 5.5, Lucchini 5, Ziegler 5.5; Semioli 5(24’s.t.Stankevicius 6), Palombo(cap.) 5.5, Tissone 5.5(14’s.t. Poli 6), Mannini 5(20’s.t. Guberti 6.5); Pazzini 7, Cassano 4.5. (Da Costa, Dessena, Pozzi, Marilungo) All. Di Carlo 5.5
ARBITRO: Lannoy(Fra) 5.5 (Ugo 6- Duhamel 6)
NOTE: Spettatori 25000 circa, di cui 2500 blucerchati. Ammoniti Volta(S), Fritz(W), Ziegler(S) per gioco non regolamentare, Cassano(S) per proteste. Espulso Lucchini(S) al 21’s.t. per doppia ammonizione. Calcio d’angolo: 8-1 per il Werder. RECUPERO: p.t 1', s.t. 3'.

Le pagelline blucerchiate:

Curci 6: Non può fare nulla sui tre gol incassati, sicuro quando viene chiamato in causa, non fa miracoli ma neanche errori.
Volta 6: Inserito un po’ a sorpresa nel ruolo di terzino destro, non fa male in una posizione non sua. Aiuta molto i due centrali nel contrastare Pizarro e Hunt, anche se spinge poco, ma probabilmente è ciò che gli chiede Di Carlo. Giocherà da titolare nel ritorno nel suo ruolo.
Lucchini 5: Nel primo tempo non fa male, preciso nelle chiusure, mentre nel secondo tempo affonda. Primo un fallo abbastanza inutile sulla tre quarti, poi una leggera trattenuta al gigante Mertesacker proprio davanti agli occhi dell’arbitro provoca rigore ed espulsione che condizioneranno tutta la gara
Gastaldello 5.5: Anche per lui vale il discorso di Lucchini: buono il suo primo tempo, grave invece l’errore sul terzo gol del Werder. Può e deve fare di più.
Ziegler 5.5: Discreto in fase difensiva, assolutamente nullo in fase di spinta, al contrario dei suoi standard. E’sembrato un po’ in ritardo di condizione.
Semioli 5: Non pervenuto. Assolutamente in ritardo di condizione, perde palla con una facilità impressionante e non riuscendo praticamente mai ad andare sul fondo.(24’s.t. Stankevicius 6: Entra nel momento peggiore, con la sua deviazione involontaria spiazza Curci sul 3-0. Non crea molto fino al 90’ quando dà l’assist al bacio per Pazzini)
Tissone 5.5: Nel primo tempo è uno dei migliori in campo, ottimo rubapalloni e anche bravo a verticalizzare. Pesa troppo però l’errore in disimpegno sul primo gol di Fritz per potergli dare una sufficienza.(dal 14’s.t. Poli 6: Sostituisce lo spaesato Tissone e pur dimostrando di non essere al meglio, dà una sensazione di vivacità che prima non c’era)
Palombo 5.5: Primo tempo buono con il piglio di un vero capitano, che comanda e costruisce il gioco. Cala moltissimo nel secondo tempo, facendosi sovrastare dai mediani tedeschi.
Mannini 5: Male anche lui, nella giornata no degli esterni. Gioca di più in fase difensiva, riuscendo poco ad essere incisivo e di aiuto alla coppia di attaccanti.(dal 20’s.t. Guberti 6.5: A differenza di Mannini, si dimostra subito vivace cercando anche il gol in un paio di occasioni. Deve giocare di più, nel ritorno potremmo vederlo titolare).
Pazzini 7: Tiene da solo a galla l’attacco blucerchiato. Nel primo tempo un gol annullato, nel secondo un palo e poi la rete che mantiene la Sampdoria in corsa per la qualificazione.
Cassano 4.5: Oggi non era in giornata, quasi irritante quando cerca a tutti i costi la giocata. C’è poco da fare, quando lui non c’è, anche il Doria non rende.
Di Carlo 5.5: Sbaglia qualcosa nella formazione e nell’approccio al secondo tempo. Volta titolare è una mossa che ci può stare, ma tenere in panchina un Guberti in queste condizioni rispetto ad un Semioli inguardabile è una grossa pecca. A Genova si dovrà giocare in maniera più offensiva.

Quanto espresso dall'autore potrebbe non essere conforme con il pensiero dell'Editore e quindi della stessa Redazione.

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