"Il PD abbini la raccolta fondi per il riconteggio dei voti a un'operazione - trasparenza sulle spese elettorali"
Ad affermarlo è il Movimento 5 Stelle Piemonte
01/09/10
Torino - "La nostra proposta sul riconteggio dei voti ha avuto riscontri molto positivi da parte dei nostri attivisti, con molte offerte di aiuto, tuttavia non c'è stata alcuna risposta da parte delle altre forze politiche. Abbiamo tuttavia appreso che il Partito Democratico si è mosso, proponendo una soluzione certamente diversa dalla nostra. Per pagare le spese delle operazioni di riconteggio dei voti chiederanno infatti un “contributo simbolico” di un euro agli elettori che faranno visita agli stand della Festa Democratica in corso in Piazza Castello e dintorni, il tutto “perché la democrazia vinca”.
Ad Affermarlo è proprio il Movimento a 5 Stelle, con un comunicato stampa, che prosegue così "Non c'è nulla di illecito in tutto ciò, si intenda, ci piacerebbe tuttavia che il Partito Democratico abbinasse la raccolta dei fondi per il riconteggio ad una campagna di informazione e trasparenza in materia elettorale; a questo proposito ci permettiamo di fornire alcune alcuni suggerimenti.
Per iniziare, potrebbe comunicare ai suoi elettori di aver ricevuto (solo in Piemonte e solo per il 2010) 838.711,67 euro di rimborsi elettorali, e chiedere loro in che modo vorrebbero che fossero spesi, oltre a comunicare come sono state impiegate le somme relative agli anni precedenti.
Sarebbe inoltre apprezzabile se il Pd dicesse quanto ha speso per la campagna elettorale per le regionali 2010 in Piemonte (sia detto, per inciso, che il MoVimento 5 Stelle ha speso circa 16.000 euro), e se era possibile reperire i fondi per il riconteggio risparmiandoli dalle spese per la festa, che ammontano (a quanto dicono i giornali) a circa 2 milioni di euro.
Gli elettori (non solo quelli del Pd) si chiederanno poi le cause di tanta confusione in materia elettorale, bisognerebbe quindi raccontare come, con la legge regionale n°21 del 2009, tutte le forze politiche che avevano conseguito almeno un seggio nelle ultime consultazioni elettorali e le liste ad esse collegate siano state esentate dalla raccolta delle firme permettendo, ad esempio, a Scanderebech di mettere in piedi una lista in pochi giorni senza che nessuno sollevasse dubbi riguardo alla legittimità della stessa.
Sarebbe infine giusto che i simpatizzanti del Pd sapessero che la pratica delle liste civetta, ora tanto vituperata, non era affatto invisa al centrosinistra quando il Consigliere Regionale Enrico Moriconi (Ecologisti Uniti a Sinistra), in maggioranza con la Bresso, si è fatto presentatore della lista dei Grilli Parlanti di Rabellino, permettendo loro di evitare la raccolta firme.
Naturalmente, tutte queste informazioni i cittadini dovrebbero riceverle prima di versare il loro euro, affinché il loro contributo sia veramente consapevole.
Certo, sono parecchie notizie tutte in una volta, e ci va del tempo, ma non pensiamo che questo rappresenti un problema per chi si propone di raccontare “150 anni in 15 giorni”!
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