Alessandria - “Un bilancio che chiude ancora in negativo ma con cifre incoraggianti: la forbice tra le donazioni effettuate e il consumo di sangue presso l’Azienda Ospedaliera, infatti, tende a diminuire”. È il commento di Roberto Guaschino, direttore della Struttura Complessa di Medicina Trasfusionale dell’Azienda Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, nella valutazione di questi mesi estivi, storicamente i più critici dal punto di vista della disponibilità di sangue.
Spiega Guaschino: “Il sangue è sempre una necessità: è indispensabile nei servizi di primo soccorso e di emergenza, negli interventi chirurgici, nella cura delle malattie oncologiche, oltre che in varie forme di anemia cronica. La terapia trasfusionale con sangue ed emocomponenti non è indispensabile solo in presenza di condizioni o eventi eccezionali, ma costituisce, per molti ammalati, la condizione insostituibile per la sopravvivenza ”.
Il risultato è stato ottenuto grazie alla messa in atto di molteplici azioni ed iniziative che hanno permesso di affrontare i mesi estivi con maggiore serenità per gli operatori e maggiore sicurezza per i pazienti. In particolare con una stretta e più proficua collaborazione con le Associazioni di Volontariato di settore, tra cui l’Unità di Raccolta dell’AVIS Provinciale e la sezione comunale AVIS di Alessandria: con quest’ultima è stato sottoscritto a gennaio un protocollo che ha permesso l’apertura della Sala Prelievi di Lungo Tanaro San Martino tutti i sabati, anche nei mesi di luglio e agosto. Aggiunge Guaschino: “Ogni anno la Regione Piemonte mette a punto piani di compensazione per garantire, in particolare nei mesi estivi, la possibilità di far fronte a carenze di sangue e situazioni di particolare emergenza. Nei mesi di luglio e agosto anche ad Alessandria come altre Aziende Sanitarie di riferimento sono stati trattati casi di particolare rilevanza clinica quali alcuni gravi traumatismi oltre ad espianti multiorgano e diversi trapianti di midollo; questi ultimi, in particolare, necessitano di un importante supporto trasfusionale”. Da quest’anno ce l’abbiamo fatta quasi da soli!
Ecco i dati: per quanto riguarda il periodo 1 luglio-31 agosto, sulla distribuzione, il consumo di unità di sangue è passato da 2029 a 1733 unità (quindi – 296) mentre per le unità totali di emocomponenti raccolti si è passati dalle 1620 del 2009 alle 1687 del 2010 (+ 67). Nel grafico sotto sono riportate le unità distribuite, aggregate per dipartimento.
Le unità raccolte provengono sia dalle donazioni effettuate direttamente presso la Struttura Trasfusionale dell’Azienda, sia dalle raccolte effettuate dalle Associazioni.
Continua Guaschino: “Presso la Sala Prelievi dell’AVIS opera personale qualificato anche dell’Azienda e le aperture del sabato hanno consentito di incrementare la quota delle scorte disponibili. A ciò va aggiunta la grande attenzione e la collaborazione dei medici e degli operatori sanitari nell’utilizzo del sangue: siamo, infatti, di fronte ad un “farmaco” particolare che ha delle indicazioni precise ed anche dei rischi. Abbiamo predisposto delle linee guida per il buon utilizzo del sangue, in linea naturalmente con le norme e gli standard nazionali ed internazionali, allo scopo di utilizzare, in maniera appropriata, un “prodotto” con disponibilità limitata e ad elevatissimo contenuto etico. E sempre nell’ottica dell’approppriatezza, sono state organizzate iniziative formative interne per oltre 150 operatori con lo scopo di ridiscutere e ridefinire le corrette indicazioni terapeutiche del sangue e degli emocomponenti come il plasma ed i concentrati di piastrine”.
Si ricorda che la donazione di sangue può essere effettuata da tutti coloro che abbiano una età compresa tra 18 anni e i 65 anni (60 anni per candidarsi a diventare donatori di sangue intero) peso superiore ai cinquanta chili, un buon stato di salute e naturalmente uno stile di vita privo di comportamenti a rischio. L’intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e l’altra è di novanta giorni. La frequenza annua delle donazioni non deve essere superiore a quattro volte l’anno per gli uomini e due volte l’anno per le donne in età fertile.