Torino - "La Regione Piemonte diventa sempre più la terra dei ricorsi e sempre meno l'organo di programmazione e di costruzione di un benessere duraturo dei suoi abitanti.
Eravamo intervenuti - spiegano Davide Bono e Fabrizio Biolè, del Gruppo Consiliare MoVimento 5 Stelle Piemonte - in Consiglio sullo scandaloso accordo tra destri e sinistri sulla convalida di alcuni consiglieri in posizione di sospetta ineleggibilità. Lo Statuto della Regione Piemonte prevede infatti che sui casi che sembrano violare la legge 154/1981 - che prescrive la decadenza per chi abbia incarichi dirigenziali o di rappresentanza in aziende a controllo maggioritario della Regione Piemonte al momento della candidatura - si pronunci la Giunta per le Elezioni, composta da...gli stessi consiglieri controllati o dai loro colleghi di partito, nel più classico dei conflitti di interesse.
A tal riguardo l'ufficio legislativo aveva presentato in giugno 7 casi dubbi che coinvolgevano sia i centrosinistri (Reschigna e Laus del PD, Negro, UDC), che i destri (Valle, Cortopassi, M.Motta, PDL; Molinari, Lega Nord): giocoforza si è assistito al ricatto di una parte contro l'altra e all'ovvio accordo finale di lasciare tutto com'era. In Giunta solo il MoVimento 5 stelle ha votato contro alcuni dei casi sospetti, poi corroborato da una maggiore adesione nel voto a scrutinio segreto in Aula (ad es. per Motta ci sono stati una dozzina di voti contrari).
Il fatto è che non dovrebbero essere i consiglieri stessi a valutare le condizioni di eleggibilità o compatibilità dei membri del Consiglio, ma un organo indipendente, meglio se con riconosciute competenze giuridiche, ancora meglio se al momento della candidatura per evitare un'ulteriore indebolimento della credibilità della politica, già seriamente minata da liste civetta, modifiche alle leggi elettorali sospette, buoni uscita raddoppiati, faziosità e litigiosità sterile...Serve quindi una modifica immediata dello Statuto e della legge elettorale.
Sono quindi arrivati due ulteriori ricorsi: uno fatto da tre cittadini contro il consigliere del PD, Reschigna, e un altro fatto da un cittadino di Savigliano contro i consiglieri del PDL Motta e della Lega, Molinari. E gli altri quattro casi dubbi? Possibile che per via dei pasticci della politica a distanza di 5 mesi dal voto vi sia ancora incertezza e sulla Giunta e sul Consiglio?
Dulcis in fundo: il presidente del Consiglio, Cattaneo, mette le mani avanti chiedendo con una delibera alla Giunta di farsi carico della difesa dei consiglieri sotto ricorso, trattando la Regione come uno studio legale di sua proprietà. Chiediamo quindi a Cota di rifiutare garbatamente: se vi sono state mancanze lo deciderà il TAR e saranno da attribuirsi solamente ai candidati inadempienti e non all'ente Regione, compresi gli oneri economici e i danni di immagine. Anzi, in quel caso chiederemo a Cota di costituirsi parte civile contro i candidati che non hanno rispettato la legge.