La nuova Miss Muretto è di origine senegalese, si chiama Bruna Ndijaje, è nata a Genova ma vive a Brescia in " Padania". Trionfa la generazione Balottelli
Alla cinquantasettesima edizione della rassegna di bellezza “ Miss Muretto” si adegua alla nuova Italia multietnica
06/09/10
Sergio Bagnoli
Alassio>/b> - I giurati che Sabato sera ad Alassio dovevano scegliere la più bella tra le dodici finaliste del concorso di bellezza “ Miss Muretto” non hanno avuto dubbi: la più bella del reame era proprio lei, l’unica tra le concorrenti giunte sino al termine della gara ad avere la pelle nera. La diciannovenne Bruna Ndijaje, infatti, è originaria del Senegal e proviene da una famiglia di immigrati che, quando lei è nata diciannove anni fa, si trovava a Genova. Successivamente, sempre per motivi di lavoro, la famiglia si è trasferita a Brescia, nel profondo della Padania dove tuttora la neo- reginetta del concorso di bellezza risiede. Bruna è dunque una di quelle campioni della “ Generazione Ballotelli” di cui tanto parlano i politici più avveduti del nostro paese che ritengono che sia ormai giunto il momento di cambiare la legge italica sulla cittadinanza, retaggio di un’epoca in cui l’Italia era ancora terra di emigrazione e non di immigrazione. Lasciare la nostra cittadinanza a discendenti di italiani emigrati decenni fa che magari a fatica riescono a sbiascicare un tirato “ ciao” nella lingua di Dante piuttosto che a chi in Italia è nato, è cresciuto o è andato a scuola pare veramente a molti, sia tra chi la pensa a destra che tra chi è di sinistra, un controsenso inaccettabile al termine del primo decennio del terzo millennio. I figli della “ Generazione Ballotelli”, o quantomeno i più intraprendenti tra di essi, si stanno facendo largo dopo tante umiliazioni subite. Molti, troppi fra di essi però, non ce la fanno ed allora cadono vittima della disperazione, dell’alcol, della droga e della criminalità spicciola da strada, quella delle gang giovanili tanto per intenderci. Bruna Ndijaje invece ce l’ha fatta ed è diventata la cinquantasettesima vincitrice di Miss Muretto. Il suo nome va ad allungare un albo d’oro che comprende i nomi di Marisa Allasio, Simona Ventura e Maria Teresa Ruta, tra le altre. Ora sogna di diventare un’ indossatrice come Naomi Campbell che ammira moltissimo, e non solo per il colore della pelle. La “ Venere nera” però è riuscita a sfondare in una società, quella statunitense, già naturalmente multietnica e con una mentalità molto più aperta di quella nostrana. In Italia fece scalpore la vittoria anni fa di una bellezza di colore al concorso concorrente rispetto a “ Miss Muretto”, e cioè a Miss Italia. Allora però il colore scuro della pelle non era un handicap come oggi, tempo in cui per tantissimi italiani essere di colore vuol dire solamente essere un emarginato ed in cui cresce la xenofobia. Contro questa mentalità distorta combattono i giovani della seconda generazione di immigrati. Quando qualcuno di loro si afferma in un importante rassegna o concorso vuol dire che, piano piano, un'altra breccia nel muro del pregiudizio e dell’indifferenza si è aperta.
Alassio>/b> - I giurati che Sabato sera ad Alassio dovevano scegliere la più bella tra le dodici finaliste del concorso di bellezza “ Miss Muretto” non hanno avuto dubbi: la più bella del reame era proprio lei, l’unica tra le concorrenti giunte sino al termine della gara ad avere la pelle nera. La diciannovenne Bruna Ndijaje, infatti, è originaria del Senegal e proviene da una famiglia di immigrati che, quando lei è nata diciannove anni fa, si trovava a Genova. Successivamente, sempre per motivi di lavoro, la famiglia si è trasferita a Brescia, nel profondo della Padania dove tuttora la neo- reginetta del concorso di bellezza risiede. Bruna è dunque una di quelle campioni della “ Generazione Ballotelli” di cui tanto parlano i politici più avveduti del nostro paese che ritengono che sia ormai giunto il momento di cambiare la legge italica sulla cittadinanza, retaggio di un’epoca in cui l’Italia era ancora terra di emigrazione e non di immigrazione. Lasciare la nostra cittadinanza a discendenti di italiani emigrati decenni fa che magari a fatica riescono a sbiascicare un tirato “ ciao” nella lingua di Dante piuttosto che a chi in Italia è nato, è cresciuto o è andato a scuola pare veramente a molti, sia tra chi la pensa a destra che tra chi è di sinistra, un controsenso inaccettabile al termine del primo decennio del terzo millennio. I figli della “ Generazione Ballotelli”, o quantomeno i più intraprendenti tra di essi, si stanno facendo largo dopo tante umiliazioni subite. Molti, troppi fra di essi però, non ce la fanno ed allora cadono vittima della disperazione, dell’alcol, della droga e della criminalità spicciola da strada, quella delle gang giovanili tanto per intenderci. Bruna Ndijaje invece ce l’ha fatta ed è diventata la cinquantasettesima vincitrice di Miss Muretto. Il suo nome va ad allungare un albo d’oro che comprende i nomi di Marisa Allasio, Simona Ventura e Maria Teresa Ruta, tra le altre. Ora sogna di diventare un’ indossatrice come Naomi Campbell che ammira moltissimo, e non solo per il colore della pelle. La “ Venere nera” però è riuscita a sfondare in una società, quella statunitense, già naturalmente multietnica e con una mentalità molto più aperta di quella nostrana. In Italia fece scalpore la vittoria anni fa di una bellezza di colore al concorso concorrente rispetto a “ Miss Muretto”, e cioè a Miss Italia. Allora però il colore scuro della pelle non era un handicap come oggi, tempo in cui per tantissimi italiani essere di colore vuol dire solamente essere un emarginato ed in cui cresce la xenofobia. Contro questa mentalità distorta combattono i giovani della seconda generazione di immigrati. Quando qualcuno di loro si afferma in un importante rassegna o concorso vuol dire che, piano piano, un'altra breccia nel muro del pregiudizio e dell’indifferenza si è aperta.
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