Accendiamo i motori... di Andrea Paradiso
MotoGP San Marino- La gara non conta, addio Tomizawa
06/09/10
La gara non conta. Il motociclismo ha perso nuovamente un protagonista, un ragazzo di neanche vent’anni, il giapponese Shoya Tomizawa. Uno shock tremendo che segue, a distanza di pochi giorni, la morte di un altro giovanissimo pilota, l’americano Peter Lenz deceduto a seguito di un incidente durante una gara di contorno alla MotoGP durante il gran premio di Indianapolis.
L’incidente è stato agghiacciante. Mancano quindici giri al termine del GP di San Marino quando Shoya perde il controllo della moto all’ingresso di un curvone che si fa in piena a 250km/h, neanche il tempo di scivolare che viene travolto dal SanMarinese De Angelis e dal britannico Redding. L’impatto è tremendo, il ragazzo privo di sensi viene immediatamente soccorso dai medici e portato in ambulanza all’ospedale ma, dopo vari tentativi di rianimazione, alle ore 14:19 ne viene decretata la morte.
"Le corse sono pericolose, la moto è pericolosa!" Quante volte abbiamo sentito questo monito? Tante. Ma, quando si sale in sella, le remore e i pericoli scivolano via come olio e l’adrenalina, l’emozione, quel sapore di felicità e libertà salgono come nella vita scarsamente avviene. Noi motociclisti siamo gente strana, incapibile forse da chi è da noi diverso, gente che però in questi momenti si ferma, riflette e si fa domande senza spesso darsi risposte.
Forse la magra consolazione c’è, non è cinismo ma passione, questi ragazzi pur conoscendo i rischi che correvano facevano nella vita ciò che amavano e, prima di quel maledetto momento, erano felici, orgogliosi di indossare quel casco, felici di domare quella bestia, felici in fondo di fare quella maledetta curva a 250 Km/h.. Felici come lo siamo noi a bordo della nostra "bimba".
Nell’articolo voglio limitarmi a questo. Due angeli in terra sono volati in cielo, facendo ciò che amavano: correre in moto.
Vorrei lasciare fuori la polemica da quest’articolo perchè non gli appartiene. Questa scrittura deve essere dedicato a loro e a tutti coloro che non ci sono più. La polemica deve rimanere fuori!
Una riflessione la voglio però fare: il motociclismo è uno show spettacolare che, sfortunatamente, non è gestito da motociclisti ma solo da colletti bianchi. La MotoGP è una giostra sforna soldi che però in determinati momenti deve fermarsi. L’organizzazione doveva fermare la gara, urgeva la bandiera rossa! Allucinante vedere i medici soccorrere in fretta e furia i poveretti per evitare le moto che correvano a dieci centimetri da loro.. Ma le regole basilari per evitare complicazioni post incidente dove sono finite?. Poi la decisione di procedere comunque con la gara di MotoGP e avvertire i piloti della morte del loro collega solo nel parco chiuso a gara terminata. La DORNA, ha ritirato da youtube tutti i filmati ad oggetto incidente e gara perchè coperti da copyright ma, navigando sul sito ufficiale della MotoGP si viene a scoprire che, per ora, gli stessi filmati sono accessibili solo dietro pagamento!
Il disagio di queste scelte si sente anche dai commenti a caldo dei piloti della MotoGP. Nei paddock non girerà più il giapponesino con la faccia da “Pokemon”, gli occhioni da cartoon giapponese e il sorriso fisso sul viso.
Già, come intitolo l’articolo, la gara non conta ma per dovere di cronaca eccovi il podio delle varie classi:
La 125 dominata dagli spagnoli Marquez, Terol e Vazquez; nella Moto2 vince Elias poi Simon e Luthi; in MotoGP Pedrosa domina, Lorenzo segue e infine Rossi sul terzo gradino del podio.Quanto espresso dall'autore potrebbe non rimarcare il pensiero dell'Editore e quindi della stessa Redazione.
L’incidente è stato agghiacciante. Mancano quindici giri al termine del GP di San Marino quando Shoya perde il controllo della moto all’ingresso di un curvone che si fa in piena a 250km/h, neanche il tempo di scivolare che viene travolto dal SanMarinese De Angelis e dal britannico Redding. L’impatto è tremendo, il ragazzo privo di sensi viene immediatamente soccorso dai medici e portato in ambulanza all’ospedale ma, dopo vari tentativi di rianimazione, alle ore 14:19 ne viene decretata la morte.
"Le corse sono pericolose, la moto è pericolosa!" Quante volte abbiamo sentito questo monito? Tante. Ma, quando si sale in sella, le remore e i pericoli scivolano via come olio e l’adrenalina, l’emozione, quel sapore di felicità e libertà salgono come nella vita scarsamente avviene. Noi motociclisti siamo gente strana, incapibile forse da chi è da noi diverso, gente che però in questi momenti si ferma, riflette e si fa domande senza spesso darsi risposte.
Forse la magra consolazione c’è, non è cinismo ma passione, questi ragazzi pur conoscendo i rischi che correvano facevano nella vita ciò che amavano e, prima di quel maledetto momento, erano felici, orgogliosi di indossare quel casco, felici di domare quella bestia, felici in fondo di fare quella maledetta curva a 250 Km/h.. Felici come lo siamo noi a bordo della nostra "bimba".
Nell’articolo voglio limitarmi a questo. Due angeli in terra sono volati in cielo, facendo ciò che amavano: correre in moto.
Vorrei lasciare fuori la polemica da quest’articolo perchè non gli appartiene. Questa scrittura deve essere dedicato a loro e a tutti coloro che non ci sono più. La polemica deve rimanere fuori!
Una riflessione la voglio però fare: il motociclismo è uno show spettacolare che, sfortunatamente, non è gestito da motociclisti ma solo da colletti bianchi. La MotoGP è una giostra sforna soldi che però in determinati momenti deve fermarsi. L’organizzazione doveva fermare la gara, urgeva la bandiera rossa! Allucinante vedere i medici soccorrere in fretta e furia i poveretti per evitare le moto che correvano a dieci centimetri da loro.. Ma le regole basilari per evitare complicazioni post incidente dove sono finite?. Poi la decisione di procedere comunque con la gara di MotoGP e avvertire i piloti della morte del loro collega solo nel parco chiuso a gara terminata. La DORNA, ha ritirato da youtube tutti i filmati ad oggetto incidente e gara perchè coperti da copyright ma, navigando sul sito ufficiale della MotoGP si viene a scoprire che, per ora, gli stessi filmati sono accessibili solo dietro pagamento!
Il disagio di queste scelte si sente anche dai commenti a caldo dei piloti della MotoGP. Nei paddock non girerà più il giapponesino con la faccia da “Pokemon”, gli occhioni da cartoon giapponese e il sorriso fisso sul viso.
Già, come intitolo l’articolo, la gara non conta ma per dovere di cronaca eccovi il podio delle varie classi:
La 125 dominata dagli spagnoli Marquez, Terol e Vazquez; nella Moto2 vince Elias poi Simon e Luthi; in MotoGP Pedrosa domina, Lorenzo segue e infine Rossi sul terzo gradino del podio.Quanto espresso dall'autore potrebbe non rimarcare il pensiero dell'Editore e quindi della stessa Redazione.
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