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E'ancora in porto a Genova il container radioattivo scoperto lo scorso venti Luglio: ora la Culmv ed i sindacati chiedono chiarezza
Il carico radioattivo si trova ora isolato da una muraglia di altri container in una banchina gestita dal Vte nel porto di Genova- Voltri.
07/09/10
Sergio Bagnoli
Genova - Si trova ancora posteggiato su di una banchina del porto di Genova- Voltri, isolato dal resto del bacino da una muraglia di altri containers vuoti, il cassone che lo scorso venti luglio, durante i casuali e periodici controlli a campione, si è scoperto contenere un carico radioattivo. Il containers incriminato è posteggiato al sesto modulo del terminal portuale di Voltri, un luogo gestito dal Vte, e proprio contro i vertici della società partecipata dalla Fiat si indirizzano gli strali della Compagnia Portuale e dei sindacati dei popolari “ camalli”. Il perché è presto detto: in quel giorno di Luglio, subito dopo la sgradita scoperta, i vertici del Vte ordinarono ai cavalli di spostare in un luogo isolato il carico. Una squadra si occupò dell’operazione. “ Siamo proprio sicuri che nessuno rimase contaminato?” si chiedono ora polemicamente i rappresentanti dei lavoratori. Il carico, ufficialmente di materiali di risulta ferrosi, proviene da Gedda, in Arabia Saudita, e dagli atti risulta essere stato spedito da una società partecipata anche da italiani. Doveva raggiungere come meta finale un’azienda di Firenze il cui proprietario è stato indagato per non aver notificato, come per legge, il pericoloso carico al Ministero per l’Ambiente. Il container è invece di proprietà di una ditta di Pozzolo Formigaro nel novese, immediato entroterra del Porto di Genova. Invece del materiale ferroso il container trasportava il pericoloso Cobalto 60, materiale molto radioattivo. Gli stessi abitanti dei palazzi dell’angiporto voltrese sono ora preoccupati per la salubrità dell’ambiente in cui vivono e chiedono all’agenzia ambientale ligure, l’Arpal, accurati controlli. Polemiche ha generato il particolare dello stoccaggio del container nel porto calabrese di Gioia Tauro avvenuto durante il suo viaggio da Gedda a Genova. Nel porto del Meridione nessuno ha rilevato la pericolosità del carico. Anche a Genova,dove il container è arrivato il quattordici Luglio, la radioattività è stata scoperta solamente sei giorni dopo con tutti i rischi connessi per chi in quei sei giorni, completamente all’oscuro, gli si fosse avvicinato. I sindacati del porto di Gioia Tauro osservano che non è la prima volta che nello scalo reggino, che sorge in una zona ad altissima densità mafiosa, si trattano containers che trasportano merce differente da quella ufficialmente dichiarata, guarda caso sempre materiale ferroso. I Carabinieri di Catanzaro, su ordine della Direzione Distrettuale antimafia della città silana, stanno indagando su tutta una serie di carichi illeciti che negli anni sono transitati per il porto di Gioia Tauro e che sarebbero gestiti dalla ‘ndrangheta. Un imprenditore catanzarese, Francesco Palmieri, già si trova in carcere per tali tipi di traffici. Anche il container che oggi si trova parcheggiato a Genova- Voltri appartiene a questa storia di riciclo di rifiuti pericolosi gestito dalla criminalità organizzata? Saranno gli eventuali sviluppi dell’indagine penale a dircelo. Per ora il container sotto sequestro rimane minacciosamente parcheggiato in Porto mentre mezza Genova chiede che sia svuotato del suo pericoloso carico

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