Fabrizio Capra – Diciotto anni, studentessa al quinto anno di Liceo Classico, quindi esame di maturità alle porte: Benedetta Ariela Bottazzi è la fotomodella che abbiamo incontrato grazie all’amico fotografo Gianni Raselli.
Benedetta abita in Alessandria, anche se il cognome ci rimanda a quella bassa padana teatro delle famose vicende narrate da Giovannino Guareschi tra Don Camillo e Peppone (che di cognome fa appunto Bottazzi).
Solare e gentile Benedetta ci ha dato l’impressione di sapere bene ciò che vuole… una ragazza che dietro l’apparente tranquillità trasmette il suo carattere forte.
Come ti sei avvicinata a questo mondo?
“Diciamo per caso: è stata una scommessa fatta con un’amica chediceva che non avrei avuto il coraggio di partecipare a un concorso che si era tenuto tre anni fa a Spinetta, per questo ho partecipato. Da lì è nata questa passione, questo hobby”.
La prima volta davanti ad una macchina fotografica hai provato imbarazzo?
“La prima volta abbastanza. Non sapere cosa fare, le posizioni, cercare di non deludere il fotografo. La foto è una forma d’arte e la modella deve saper seguire l’artista”.
Bella la definizione "È una forma d’arte": quindi per te una fotografia è arte?
“Assolutamente si! Come una volta si usava il pennello, oggigiorno la foto è la nuova arte”.
Hai provato in altri servizi situazioni di imbarazzo?
“No. Una volta cominciato si prende gusto, divertimento e quindi piano piano si entra anche nel personaggio”.
Quando sei davanti a un fotografo cosa gli chiedi?
“Sapere cosa desidera lui perché la modella deve, appunto, seguire l’artista; come l’artista modella il marmo, anche la modella o il modello devono seguire il canone o il desiderio di chi scatta le foto”.
Cosa provi quando riguardi una tua foto?
“Se la foto è venuta bene è una bella emozione; provo tanto orgoglio e senso di entusiasmo; se invece è venuta meno bene si cerca di migliorare”.
Cosa pensi degli altri che vedono le tue foto?
“Non vivo attraverso il giudizio degli altri e quindi mi interessa relativamente. Se invece è una persona cara cerco di ascoltare il giudizio”.
Cosa hanno detto gli amici quando hanno visto per la prima volta le tue foto?
“Sono stati critici ma anche molto simpatici, mi hanno sostenuta”.
Come hai reagito alle critiche?
“Bene! Dagli amici bene perché mi insegnano a migliorare e mi portano a cercare di piacere di più anche agli altri”.
Il servizio fotografico che esce a corredo dell’intervista è di Gianni Raselli: come ti sei trovata a lavorare con lui?
“Veramente bene perché Gianni è una persona molto alla mano che non mi ha fatto sentire a disagio. Anzi, nonostante il freddo è stata una esperienza molto divertente, mi ha aiutato molto anche con l’ausilio di immagini nel caso ci fosse stato qualche problema”.
Quanto c’è di esibizionismo nel fare questa attività?
“Abbastanza. Sono convinta che un po’ di esibizionismo nella vita ci voglia”.
Hai debuttato facendo un concorso: cosa significa sfilare davanti al pubblico?
“Inizialmente è una gran bella emozione: se c’è freddo o caldo non si sente assolutamente. Poi la paura di far una brutta figura davanti agli altri ma soprattutto davanti alle persone care. Comunque è una gran bella emozione perché in quel momento ci si sente la regina”.
Hai fatto altre sfilate?
Si! Ne avrò fatte una decina per la Fashion Event di Tortona”.
Cosa si prova a salire su una passerella?
“Una bella emozione mista al dubbio, all’incertezza di cadere perché a volte i tacchi sono cose improponibili. È una bella emozione ma non come la fotografia, perchè è un qualcosa che resterà sempre”.
Il backstage nel mondo delle sfilate?
“Il backstage è una comica. Si fa amicizia, bene o male, con tutti, ci si diverte, si fanno scherzi. Ma tra amiche o comunque tra persone che si conoscono c’è sempre un modo per rompere la tensione”.
Che rapporto ha Benedetta con il suo corpo?
“Abbastanza buono, nel senso che cerco di, tra virgolette, "ascoltarlo"; però sono abbastanza critica nei miei confronti, cioè penso che una donna sia sempre alla ricerca della perfezione e non riesca mai a trovarla. Però bisogna riuscire a vivere in un buon rapporto”.
Che rapporto hai invece con il nudo?
“Il nudo, secondo me, è una cosa buona. Fa parte della vita di tutti i giorni e quindi non è un tabù, diciamo così. Io non farei foto nuda, personalmente, perché non ho ancora questo rapporto pieno con il mio corpo, ma non è una cosa che critico, anzi ai tempi della Antica Grecia un corpo molto bello e perfetto veniva visto senza problemi, anche oggigiorno si può fare così”.
Sei da poco in questo mondo: che esperienza ti sei già fatta?
“Si tratta di un qualcosa di abbastanza difficile, che va visto, soprattutto, come gioco, come divertimento. E se venisse di più, tanto meglio”.
Quale sogno da modella o fotomodella c’è nel cassetto di Benedetta?
“Sarebbe molto bello lavorare nell’ambito fotografico, quindi pubblicitario, piuttosto che nell’ambito delle sfilate”.
Nel cassetto privato di Benedetta cosa c’è?
“Nel cassetto privato ci sono tanti, forse troppi, desideri ma il primo sarebbe una vita normale con accanto le persone più care e tantissimi animali”.
E figli…
“Assolutamente! Almeno tre!!!”
E se un giorno tua figlia ti dicesse voglio fare la modella o la fotomodella?
“La sosterrei dicendole comunque che ci sono anche altre cose molto più importanti nella vita. Poi ovviamente se riesce la sosterrò sempre”.
Chi è effettivamente Benedetta?
“Benedetta è una pazza scatenata che vive tra scuola, amici e sport. Gli amici, direi, sono tutto: sono il principale sostegno, persone che ci saranno sempre, fratelli che si scelgono”.
Scuola, sport… come si conciliano con il fare la fotomodella?
“Direi che con una certa organizzazione si può, soprattutto cercando di mettere le cose più importanti al primo posto e le altre di seguito”.
E il tuo ragazzo come vive questa tua attività?
“Direi che è il mio fan numero uno e che se non ci fosse lui a spronarmi non so come farei”.
Tu vivi in Alessandria, una realtà di provincia ma tutte pensano a Milano…
“Decisamente si, perché Alessandria potrà offrire qualcosa ma è decisamente meno rispetto a quello che può offrire una grande città”.
Voglia di fare questa carriera come professione?
“Se dovesse capitare volentieri. Sarebbe una bella fortuna, una bella esperienza che magari può aprire un futuro migliore, un po’ diverso dalla normalità”.
Quali timori hai su questo mondo?
“Ce ne sono tanti. L’idea di vivere in bilico perché la bellezza, come aveva detto Liz Tylor, non è una cosa duratura. Noi siamo solamente custodi, quindi finchè c’è può andare bene ma nel momento in cui l’età o tanti altri problemi subentreranno sarà comunque una eventualità da tenere molto in considerazione”.
Che cosa ti potrebbe far dire basta di colpo a questo mondo?
“Beh di colpo! Ad esempio l’Università o nel caso dovesse subentrare l’idea di formare una famiglia e diventasse un ostacolo”.
Ci siamo detti tante cose: cosa vuoi aggiungere?
“Il mondo non è brutto solo dietro una sfilata, è brutto anche dietro l’angolo sentendo quello che si sente. Per chi volesse provare, io direi che non è un male perché aiuta molto a superare la timidezza o a fare nuove esperienze e, soprattutto, a divertirsi. Magari può aprire nuovi orizzonti e qualche ragazza può farcela tranquillamente. Ribadisco: chi vuol provare può farlo come hobby, come divertimento e consiglio di buttarsi perché nella vita se non ci si butta non si sa mai come va a finire”.
Servizio fotografico di Gianni Raselli - www.grphoto.net


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