Davide Musso, trentasette anni, milanese, giornalista, editor e scrittore (Bananeros, Io boicotto Nestlè, Voglio fare lo scrittore), definisce con autoironia Le parole necessarie come l’ennesimo webzine letterario. In realtà la rivista – lo indica anche il sottotitolo – si occupa di scrittura, editoria e dintorni. Gli argomenti sono sempre scelti con cura e sviluppati con un linguaggio spigliato, adeguato al web: “Il romanzo è morto? I racconti non se li fila nessuno? Il fumetto d’autore lo leggono in quattro? Al cinema funzionano solo i cinepanettoni? Il rock’n’roll agonizza sul pavimento? In attesa di trovare le risposte noi teniamo duro e continuiamo a nutrirci di storie, convinti che le parole siano un diritto e vengano prima di tutto. Vabbè, quasi – non esageriamo”.
Anche l’atteggiamento verso il diritto d’autore sui testi pubblicati è quello che in rete va per la maggiore, ossia il copyright leggero di Creative Commons che permette ai lettori di divulgare tranquillamente l’articolo a patto che lo stesso non venga modificato e sia corredato del nome dell’autore.
Le parole necessarie è fatto di segnalazioni, appelli, consigli editoriali, suggerimenti, testimonianze, recensioni, tutti rigorosamente legati al mondo letterario. Per le sue interviste esclusive, Davide Musso non esita a contattare personaggi noti come Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol (Longanesi, per intenderci), l’editor di Mondadori Giulia Ichino, oppure Marco Ferrario, amministratore delegato di BookRepublic, la principale piattaforma di vendita di e-book tutta italiana. O ancora gli scrittori Antonio Moresco, Fabio Genovesi, Jonathan Safran Foer, Alice McDermott, tanto per fare qualche nome.
Tra gli articoli curiosi più recenti è l’intervista a una ghostwriter italiana. Davide Musso riesce a materializzare – ovviamente mantenendo anonima l’interlocutrice – la figura dello “scrittore fantasma”, una professione diffusa sia da noi sia all’estero, mettendo in luce tutti gli aspetti dell’attività compresi quelli economici. Si apprende così che una quantità innumerevole di libri scritti da personaggi dello spettacolo, della politica e così via sono in realtà scritti da mercenari della penna, oltretutto malpagati. È un lavoro, lascia intendere la “scrittrice fantasma”, che ha un risvolto di vantaggi. In primis, la notevole esperienza tecnica che può servire un domani per scrivere e pubblicare un libro tutto per sé e, finalmente, con la propria firma.
Davide Musso dà spazio anche a iniziative editoriali, come una promozione della rivista Colla, trimestrale di racconti inediti, recensioni e videointerviste, o il progetto letterario Roland, macchine e animali, festival e laboratorio di scounting letterario tenuto il 1° ottobre scorso a Milano e partorito dalla fantasia dello scrittore Giorgio Vasta e dell’editor Marco Peano.
Ma Le parole necessarie è anche un contenitore di informazioni dove riproporre testi di altri autori che meritano di essere letti. Ad esempio la testimonianza della traduttrice Claudia Zonghetti su Per questo (Adelphi, 2009), il libro di Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata nel 2006 per i suoi articoli sulla Cecenia. 1.300 pagine la cui traduzione ha richiesto ben cinque anni di appassionante lavoro. Appassionante perché alla fine, come scrive Claudia Zonghetti, il titolo stesso del reportage è una domanda e una risposta: “Per questo l'hanno fatta fuori? Sì, per questo l'hanno fatta fuori”. Oppure c’è la testimonianza di un’altra traduttrice, Chiara Manfrinato, con la sua esperienza sul romanzo Orlanda di Jacqueline Harpman (Voland, 2010), la cui versione “si è rilevata tostissima”.
Non mancano le regole d’oro per l’ottimo scrittore. Ad esempio i consigli di scrittura di Mark Twain, nella traduzione dello stesso Davide Musso, o il decalogo di Giulio Mozzi.
Il webzine Le parole necessarie si trova a questo indirizzo: http://leparole.terre.it/
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