[ImgG1] - La violenza dei Black Bloc a Roma ricorda in parte quella degli anni Settanta, quando lo scontro politico finiva nella violenza, anche con colpi di pistola e morti sulle strade, dopo le manifestazioni.
Però i tempi sono molto differenti, rispetto a quegli anni: allora c’era un’ideologia, di stampo marxista, che oggi pare svanita nell'oblio, inoltre i personaggi violenti erano organizzati in strutture politiche e … militari rigide, quasi paramilitari. Avevano un’organizzazione che voleva portare il Paese alla guerra civile e alla …. Rivoluzione, di stampo comunista: probabilmente i loro ideali erano simili a quelli dei rivoluzionari sudamericani, con il sogno di una società statalista, ma anche populista.
Quei sogni sono tutti finiti con la caduta del muro di Berlino, con la morte delle ideologie: tutte le persone con un minimo di buon senso hanno dimenticato i sogni del cambiamento rapido e rivoluzionario della società. Invece la rivolta dei black bloc è sempre più qualcosa che assomiglia al nichilismo, alla distruzione senza speranza e senza soluzione: distruggere per non costruire. Con questo non significa che i rivoluzionari di un tempo fossero bravi e buoni: uccisero, commisero crimini feroci, sterminarono i loro nemici, veri e immaginari, in nome della rivoluzione, della nuova patria, del popolo.
Invece i black bloc paiono dilettanti allo sbaraglio che vogliono annichilire il mondo attuale, senza promettere un futuro … radioso. Loro vogliono una strana libertà, da adolescenti ribelli e caratteriali: infatti, catturati, questi uomini coperti di nero paiono solo dei ragazzini spaventati e piangenti. Negano tutto e non sanno spiegare perché erano lì, a compiere atti criminali. Il dramma vero di questa generazione di ragazzi, che invecchiano senza studiare e lavorare non è nel lavoro che non c'è, perché troppi mestieri non trovano operai: servono 25mila periti industriali per esempio, ma tutti vogliono fare il liceo.
Servono falegnami, elettricisti, anche muratori veramente capaci, con panettieri ed udite, anche esperti in informatica, ma anche gente che sappia utilizzare in modo elementare sia un computer che internet. Invece spesso questi ragazzi arrivano ad una laurea spesso inflazionata, con pochi sbocchi, che non dà futuro, ma solo frustrazione e disoccupazione: il panettiere e l'idraulico hanno lavorare e guadagnano, gli elettricisti se la cavano.
Loro invece sono invece arrabbiati e disperati, ma non si cercano un lavoro …. umile, un mestiere semplice e sicuro, anche solo per un periodo: loro vogliono ottenere il lavoro per cui hanno studiato, anche se sono in troppi in quel settore e la laurea è inflazionata. Così, in questa era di crisi economica, con sempre meno lavoro ed occasioni la rabbia dei giovani, che si sentono traditi a ragione, ma anche a torto, dalle generazioni precedenti, sale ed esplode senza speranza, come una follia incontenibile. Purtroppo attorno a questi ragazzi …. fragili ci sono i soliti istigatori del crimine, gli idioti che mandano allo sbaraglio i ragazzi e restano sempre impuniti: molti di loro appaiono ambigui e forse agiscono per fini diversi da quelli dichiarati.
La violenza non paga? Non ha mai pagato ed oggi l'uso della forza è oltretutto demenziale: esistono altri strumenti per farsi sentire, per pretendere giustizia. Il potere è corrotto? I debiti della crisi li devono pagare chi li ha causati? Va bene, ma non illudiamoci di cambiare il mondo: alla peggio riusciremo a fare una timida riforma, o imporre un po' di giustizia contro i corrotti, che devono rimborsare il denaro rubato allo Stato.
I cattivi amministratori devono andarsene e così forse la crisi sarà meno dura e meno amara: qualcosa si pagherà sempre, compreso le macchine bruciate e i vetri rotti dei Black Bloc, furiosi, dannosi, insensati.


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