Ora si parla di welfare, ovvero di riforma dello stato sociale, infatti si vuole imitare la politica sociale europea, con un'indennità di disoccupazione, che a poco o a nulla è servita. Infatti questi disoccupati, che vivono malamente ai margini della società, dopo i 40anni, i 50anni e i 60 anni non trovano più nulla e si accontentato del poco dell'assegno di disoccupazione. Inoltre questi emarginati finiscono spesso nell'alcoolismo, perdendo pure la loro dignità personale, rischiando di finire nelle file dei delinquenti o come senza fissa dimora.
E' questo il modello che abbiamo davanti: purtroppo questo modo di trattare coloro che non riescono a rientrare nel mondo del lavoro è stato già criticato negli Stati Uniti, nel Nord Europa. Il problema principale del futuro sta proprio nella disoccupazione, ovvero nella difficoltà di coloro che non hanno un lavoro specializzato o si sanno riadattare nelle sempre nuove realtà produttive. Così abbiamo una situazione drammatica, con i non specializzati, gli scarsamente scolarizzati e questo sta proprio nella cultura di base, che scarseggia a più livelli in tutti i ceti sociali. Quindi il futuro si fa proprio nero, nefasto, carico di tempesta. Ci avviciniamo alla realtà terribilmente pessimista di certi romanzi futuribili, o fantascientifici?
Questo dipende da noi, ovvero dalla nostra capacità di impegnarci e di apprendere, sia l'arte di rinnovarsi, sia il possesso di un forte senso della realtà, con una capacità critica acuta che ci renda sempre vigili e pronti a rinnovarci, ad apprendere nuove tecnologie con vecchia cultura tradizionale. Invece si promette ai giovani una vita facile con stupide trasmissioni che allettano con ...... esistenze facili. Il futuro sarà molto duro, complesso e pieno di ostacoli: il lavoro fisso è forse finito, ma soprattutto è finita l'epoca che si lavorava nello stesso modo 30, 40 anni. Questa è una verità che in tanti si dovranno mettere in testa: coloro che non sapranno usare un computer, non sapranno imparare le nuove professioni, che potrebbero essere anche vecchie professioni snobbate, oggi però rare e preziose. Invece di dare la …. mancia a vecchie lavoratori stanchi, che meriterebbero la pensione, a giovani disperati, che non avranno mai un futuro, servirebbe qualcosa di più: le scuole devono dare un futuro ai giovani, scusate se sono duro, con decisione e con disciplina, ma non per selezionare, arte facile, facile. Bisogna insegnare, addestrare e non scartare, dando a tutti qualche buona e seria opportunità. Quindi per giovani, per vecchi servono corsi validi e scuole serie, perché se si dovrà essere utili sino a 70 anni bisogna darsi da fare e non illudersi che lo Stato ci manterrà sino a 70 anni, o lo faremo noi o saremo … fregati.


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