C’è chi racconta una fine e chi sceglie di raccontare ciò che accade dopo. È da questa prospettiva che nasce “BLACKOUT”, il nuovo EP di BRY G, un lavoro che utilizza l’esperienza di una rottura sentimentale come punto di partenza per riflettere sui meccanismi con cui la mente reagisce al dolore e ai cambiamenti più profondi.

Il progetto prende il titolo dal blackout mentale come condizione psicologica che può manifestarsi nei momenti di maggiore sofferenza come forma di autodifesa. Quando il dolore raggiunge il suo punto più alto, il cervello tende infatti a spegnere parte delle emozioni, generando una sorta di distacco che coinvolge non soltanto la sofferenza, ma anche la capacità di percepire le sensazioni positive.

BRY G costruisce l’intero EP attorno a questa idea, trasformandola nel filo conduttore di un racconto che attraversa cinque differenti stati interiori. Sebbene il progetto prenda spunto dalla fine di una relazione, il significato delle canzoni si estende a tutte quelle situazioni che possono provocare una frattura profonda nella vita di una persona: un lutto, una delusione importante, un trauma o la perdita improvvisa di punti di riferimento.

Il brano che dà il titolo all’EP rappresenta il punto di partenza della narrazione.

“BLACKOUT” descrive il momento in cui la realtà sembra crollare addosso e ogni certezza viene meno. Nei versi emergono immagini di esaurimento, disorientamento e isolamento, mentre il riferimento al “black hole” diventa la rappresentazione di uno spazio interiore da cui appare difficile trovare una via d’uscita.

Dopo la fase iniziale del blackout arriva “FREDDO”, che affronta il distacco emotivo, la rabbia, la nostalgia e la delusione. Segue “TARDI”, dedicata alla consapevolezza che alcune esperienze non possono essere cancellate e che l’accettazione passa inevitabilmente attraverso il confronto con ciò che è accaduto.

La quarta tappa è affidata a “SQUITATA”, termine derivato dal dialetto calabrese che richiama l’idea di un risveglio dopo uno stato di torpore e confusione. È il momento in cui il protagonista interrompe il proprio smarrimento e ritrova la lucidità necessaria per riprendere in mano la propria vita. Il percorso si conclude con “LIBERTÀ”, il brano che sintetizza l’ultima fase del racconto: la capacità di guardare avanti, aprirsi a nuove possibilità e immaginare un futuro diverso senza restare intrappolati nel passato.

Dal punto di vista musicale, “BLACKOUT” segna una svolta rispetto ai lavori precedenti di BRY G. L’artista sceglie infatti un’estetica più scura ed introspettiva, caratterizzata da atmosfere dense e da una scrittura che privilegia immagini dirette e concrete.

Il videoclip di “BLACKOUT” è stato girato interamente all’interno di una casa in fase di ristrutturazione e in un garage, ambienti che diventano simbolo di una condizione sospesa tra distruzione e ricostruzione. Un dettaglio centrale del video è la presenza di una lampadina che sfarfalla, elemento utilizzato come metafora della fragilità mentale.

Con “BLACKOUT”, BRY G prova a osservare ciò che accade quando una persona è costretta a ridefinire la propria identità dopo una frattura importante. Un progetto che trasforma un’esperienza personale in una riflessione più ampia sulla vulnerabilità, sulla capacità di reagire e sul difficile processo di ricostruzione che segue ogni cambiamento profondo.

BRY G è un artista indipendente che unisce sonorità urban e influenze phonk a una scrittura diretta e personale. Il suo nome nasce da “calaBRY Gang”, il collettivo di amici e ascoltatori che negli anni si è raccolto attorno alla sua musica.

Con il brano “Palazzo Chigi”, una critica al sistema politico italiano, ha iniziato a distinguersi per il suo approccio autentico e per la volontà di proporre sonorità poco esplorate nella scena italiana. La sua musica alterna riflessioni sociali, vissuto personale e atmosfere introspettive, con l’obiettivo di trasportare l’ascoltatore nel proprio universo artistico.

Con l’EP “BLACKOUT”, BRY G compie un ulteriore passo nella definizione della propria identità musicale, affrontando il tema del blackout mentale e del processo di ricostruzione che segue i momenti più difficili della vita.

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