Ci sono canzoni che nascono per accompagnare un momento e altre che scelgono di fotografare il proprio tempo. Alcune fanno ballare, altre fanno riflettere. “Funk in Vena”, il nuovo singolo di Secch realizzato insieme agli Italiani Medi, riesce nell’impresa più difficile: fare entrambe le cose contemporaneamente. Con un groove irresistibile ed una scrittura diretta, il brano trasforma le contraddizioni del mondo del lavoro contemporaneo in una riflessione musicale potente, attuale e sorprendentemente accessibile.

Con “Funk in Vena”, Secch porta al centro del racconto una delle questioni più discusse degli ultimi anni: il rapporto sempre più complicato tra lavoro, sicurezza e qualità della vita. Il testo affronta temi concreti come stipendi insufficienti, precarietà e tutele spesso inadeguate, descrivendo un contesto in cui fare sacrifici non sempre garantisce stabilità o prospettive migliori. Senza cercare effetti retorici, l’artista racconta una realtà diffusa, dando voce alle difficoltà quotidiane di una generazione che continua a confrontarsi con incertezze economiche e lavorative.

Particolarmente significativa è la frase:
“Non morire al lavoro che tanto non fa notizia”

Qui Secch mette in discussione l’assuefazione con cui spesso vengono accolte le tragedie legate al lavoro, evidenziando quanto facilmente certe vicende rischino di scomparire dal dibattito pubblico. È una provocazione forte che invita l’ascoltatore a guardare oltre le statistiche e a riflettere sul valore della dignità umana.

Dal punto di vista musicale, “Funk in Vena” costruisce gran parte della propria efficacia sul contrasto tra forma e contenuto. La produzione firmata da JustPala si muove su coordinate funk energiche e coinvolgenti, sostenute da una sezione ritmica pulsante, groove incalzanti e un’atmosfera che trasmette movimento fin dal primo ascolto. Il risultato è un brano immediato e trascinante, capace di catturare l’attenzione anche grazie ad una costruzione sonora dinamica e moderna.

Mentre il groove funk trascina l’ascoltatore, il testo racconta con schiettezza le difficoltà del mondo del lavoro contemporaneo. È proprio il contrasto tra ritmo coinvolgente e contenuto sociale a rendere “Funk in Vena” particolarmente efficace.

Con una scrittura diretta e priva di retorica, Secch e Italiani Medi trasformano una problematica concreta in un brano capace di far riflettere senza rinunciare all’immediatezza e all’energia della musica.

“Funk in Vena” è disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali.

Secch, nome d’arte di Alessio Lattanzi, è un rapper della Tuscia attivo nella scena hip hop indipendente da oltre dieci anni. Nel corso del suo percorso artistico ha sviluppato una scrittura diretta e riconoscibile, capace di alternare osservazione sociale, ironia e racconto del quotidiano, mantenendo sempre un forte legame con il territorio da cui proviene.

Collabora stabilmente con il produttore JustPala, con cui ha costruito negli anni un’identità sonora che unisce radici hip hop e influenze contemporanee. Parallelamente all’attività in studio, Secch ha maturato una significativa esperienza dal vivo, condividendo il palco e aprendo i concerti di artisti come Guè, Noyz Narcos, Jake La Furia, Mondo Marcio e Tony Boy, alcuni dei nomi più importanti della scena rap italiana.

Figura di riferimento del collettivo e muretto freestyle Barre Faul di Viterbo, continua a essere una presenza attiva nell’underground locale e nazionale, contribuendo alla diffusione della cultura hip hop sul territorio. Accanto alla musica porta avanti anche UnderGod Made in Tuscia, progetto streetwear nato per raccontare l’identità della provincia, il senso di appartenenza e lo spirito indipendente che caratterizzano il suo percorso.

Attraverso brani che mescolano esperienze personali, critica sociale e uno sguardo spesso disincantato sulla realtà contemporanea, Secch continua a costruire un percorso artistico coerente e autentico, distinguendosi per una scrittura immediata e per la capacità di trasformare temi concreti in racconti capaci di parlare a un pubblico trasversale.

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